ESE EUROPEAN SCHOOL OF ECONOMICS CONDANNATA

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Provvedimento
PI3020 - E.S.E. tipo         Chiusura istruttoria
numero         9010
data         14/12/2000
PUBBLICAZIONE Bollettino n.         50/2000
Hide details for Procedimento collegato (esito)Procedimento collegato (esito) E.S.E. - Ingannevole; pubblicazione estratto
Show details for Ricorso giurisdizionale al Tar Lazio (art. 33, comma 1, legge n. 287/90)Ricorso giurisdizionale al Tar Lazio (art. 33, comma 1, legge n. 287/90) Hide details for Testo ProvvedimentoTesto Provvedimento
Provvedimento n. 9010 ( PI3020 ) E.S.E.
L'AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
NELLA SUA ADUNANZA del 14 dicembre 2000;
SENTITO il Relatore Professor Nicola Occhiocupo;
VISTO il Decreto Legislativo 25 gennaio 1992, n. 74, come modificato dal Decreto Legislativo 25 febbraio 2000, n. 67;
VISTA la propria delibera del 27 giugno 2000, con la quale ha accolto l’istanza di sospensione provvisoria della pubblicità;
VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole, di cui al D.P.R. del 10 ottobre 1996, n. 627;
VISTI gli atti del procedimento;
CONSIDERATO quanto segue:
1. Richiesta di intervento
Con richiesta di intervento pervenuta in data 7 giugno 2000, un consumatore ha segnalato la presunta ingannevolezza, ai sensi del Decreto Legislativo n. 74/92, di 9 messaggi pubblicitari apparsi sul “Corriere della Sera” del 17, 23 e 24 ottobre 1999; 2 e 7 novembre 1999; 7 dicembre 1999; 5 marzo 2000, sull’inserto lavoro dello stesso quotidiano del 26 maggio 2000, nonché su “La Repubblica” del 30 novembre 1999, diffusi dalla I.S.M.A.N. Srl e dalla ESE International Ltd con i quali si pubblicizzano i corsi di studio della European School of Economics. Nella richiesta si evidenzia che i messaggi sarebbero idonei ad indurre in errore i destinatari, in relazione alle caratteristiche dei servizi offerti dalla European School of Economics, con particolare riguardo alla prospettazione di una “laurea” in diverse discipline, conseguibile al termine del corso di studi. Infatti, il titolo rilasciato dalla European School of Economics non sarebbe riconosciuto in Italia e neppure risulterebbe equipollente ad un diploma di laurea conseguito presso un’università statale o privata legalmente riconosciuta. Non sarebbero, inoltre, veritiere le affermazioni in base alle quali il conseguimento di una “laurea”, presso la European School of Economics, consentirebbe un immediato inserimento nel mondo del lavoro.
2. Messaggi
Nei messaggi pubblicitari apparsi sul “Corriere della Sera” del 17, 23 e 24 ottobre 1999, all’immagine di uno studente che si dichiara soddisfatto della scelta effettuata viene associato il claim “La Rivoluzione universitaria. Studiare, viaggiare, laurearsi e lavorare nelle più grandi imprese del mondo in 4 anni”. Di seguito si afferma: “La formula accademica ESE prevede completamento degli studi rigorosamente in quattro anni, frequenza obbligatoria e numero programmato (solo cento ammissioni per ogni ateneo), terzo anno completamente all’estero, tre stage di lavoro nelle più grandi imprese, in Italia e nel mondo, perfezionamento dell’inglese e di una seconda lingua europea, scelta al quarto anno tra venti diversi indirizzi di laurea per prepararsi specialisticamente nei più moderni settori dell’economia e della comunicazione: Arte, Musica, Entertainment, Sport, Moda, Marketing Internazionale, Finanza, Investment Banking, International Studies, Turismo, Ecologia e Ambiente. Ringraziamo le oltre 600 imprese che in tutto il mondo hanno scelto i nostri studenti ed hanno assunto i nostri laureati, permettendo di realizzare un percorso accademico/professionale tra i più completi del mondo”. Seguono gli indirizzi delle scuole ESE di Roma, Milano, Londra. I messaggi apparsi sul “Corriere della Sera” del 2 e 7 novembre 1999, dopo il claim “ La Rivoluzione Universitaria. Studiare, viaggiare, laurearsi e lavorare nelle più grandi imprese del mondo in 4 anni” indicano i vari indirizzi dei corsi di laurea (Economia e Finanza Internazionale, Scienze della Comunicazione, Scienze Politiche e Diplomatiche, Filosofia dell’Organizzazione, Economia e management dello Sport) e dei master (Business Administration, Investment Banking, Public Relation, Economia e Management della Music Industry, Economia e Management dell’Eco-Turismo, Economia e Management dello Sport) che si possono conseguire presso la European School of Economics. Il messaggio si chiude con l’indirizzo delle sedi ESE di Roma, Milano, Londra. Il messaggio apparso sul “Corriere della Sera” del 7 dicembre 1999, dopo il claim “L’Università che hai sempre sognato” precisa: “Quattro anni di studi internazionali, terzo anno interamente all’estero, studio intensivo di due lingue europee, tutors e assistenti agli studi, tre stage di lavoro svolti nelle più grandi imprese del mondo”. Segue l’indicazione dei diversi corsi di laurea con la precisazione che per professionisti, dirigenti, uomini d’affari sono previsti piani di studio personalizzati per consentire la frequenza senza l’interruzione dell’attività professionale, riconoscendo i crediti formativi e le esperienze di lavoro. Nello stesso messaggio si afferma pure “Per gli studenti che si trasferiscono da altre università la possibilità di riconoscere i crediti di studio e gli esami sostenuti per l’inserimento al 2° e 3° anno del corso di laurea”. Nel messaggio pubblicato sul “Corriere della Sera” del 5 marzo 2000, dopo il claim “Perché scegliere l’Università Privata”, si precisa: “Quattro anni di studi internazionali, terzo anno interamente all’estero, studio intensivo di due lingue europee, tutors e assistenti agli studi, tre stage di lavoro svolti nelle più grandi imprese del mondo”. Segue l’indicazione dei diversi indirizzi dei corsi di laurea con la precisazione che sono previste modalità part- time per gli studenti lavoratori e per i professionisti non laureati. In fondo al messaggio con caratteri tipografici ridottissimi è riportata la scritta: “valore legale conferito da Nottingham Trent University (U.K.) ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 DECRETO LEGISLATIVO 115/92.” Nel messaggio pubblicato sull’inserto Lavoro del “Corriere della Sera” del 26 maggio 2000, dopo il claim “L’Università che hai sempre sognato” sono riportate le seguenti affermazioni: “Dalla scuola alla carriera. La ESE ha sconfitto la disoccupazione. La ESE ha ridotto a zero il tempo necessario ai suoi laureati per entrare in carriera ed inserirsi nei più moderni settori dell’economia. Gli studenti ESE, attraverso il programma di “stage” ricevono offerte di lavoro dalle più importanti organizzazioni italiane ed internazionali ancora prima di laurearsi”. “Quattro anni di studi internazionali, terzo anno interamente all’estero, studio intensivo di due lingue europee, tre stage di lavoro svolti nelle più grandi imprese del mondo”. Segue l’indicazione dei vari corsi di laurea con la precisazione che sono previste modalità part-time per professionisti, dirigenti, uomini d’affari, mentre per gli studenti che si trasferiscono da altre università, è prevista la possibilità di riconoscere i crediti di studio e gli esami sostenuti per l’inserimento al 2° e 3° anno dei corsi di laurea. In fondo al messaggio con caratteri tipografici ridottissimi è riportata la scritta: “valore legale conferito da Nottingham Trent University (U.K.) ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 DECRETO LEGISLATIVO 115/92.” Il messaggio apparso su “La Repubblica” del 30 novembre 1999, sotto il claim “Perché scegliere un’università privata” riporta le seguenti affermazioni: “Dopo la Maturità, quattro anni di studi internazionali: terzo anno interamente all’estero, studio intensivo di due lingue europee, tutors e assistenti agli studi, numero chiuso, tre stage di lavoro svolti nelle più grandi imprese del mondo”. Segue l’indicazione dei vari corsi di laurea con la precisazione che sono tenuti anche in lingua inglese presso gli atenei ESE di Roma, Milano, Lucca e Londra.
3. Comunicazione alle parti
In data 13 giugno e 1° agosto 2000, è stato comunicato al segnalante ed alle società ISMAN Srl, presso le sedi di Roma e Milano dell’European School of Economics, nonché all’ESE International Ltd, l’avvio del procedimento ai sensi del Decreto Legislativo n. 74/92, precisando che l’eventuale ingannevolezza dei messaggi oggetto della richiesta d’intervento sarebbe stata valutata ai sensi degli artt. 1, 2, 3, lettere a) e c), del citato Decreto Legislativo, con riguardo alla possibile induzione in errore dei destinatari in merito alla natura e validità in Italia dei titoli rilasciati dalla European School of Economics, alle qualifiche dell’operatore pubblicitario ed alla possibilità di ottenere facilmente, al termine del corso di studi, un posto di lavoro.
4. Risultanze istruttorie
Contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento è stato richiesto alle società ISMAN Srl, alle sedi dell’European School of Economics di Roma e Milano, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, lettera a), del D.P.R. n. 627/96, di fornire informazioni in merito: ai rapporti intercorrenti tra ISMAN Srl e le sedi dell’European School of Economics di Roma e Milano, specificando il ruolo svolto da ciascuna di esse nell’iniziativa promozionale in esame; al tipo di attività svolta dall’European School of Economics, specificando in particolare se la stessa goda di un qualche riconoscimento o accreditamento da parte di istituzioni statali, allegando in caso affermativo la relativa documentazione; alla validità in Italia del titolo conseguito presso la European School of Economics al termine del corso di studi e sua eventuale equipollenza con i diplomi di laurea rilasciati in Italia da un’università statale o privata riconosciuta; al significato dell’affermazione “valore legale conferito da Nottingham Trent University (UK) ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 115/92” (messaggio pubblicato sul “Corriere della Sera” del 5 marzo 2000 e sull’inserto lavoro dello stesso quotidiano del 26 maggio 2000); alle affermazioni “Gli studenti ESE attraverso il programma di stage ricevono offerte di lavoro dalle più importanti organizzazioni italiane ed internazionali ancora prima di laurearsi” e “Ringraziamo le oltre 600 imprese che in tutto il mondo hanno scelto i nostri studenti ed hanno assunto i nostri laureati, permettendo di realizzare un percorso accademico/professionale tra i più completi al mondo”, provando con adeguata documentazione il numero di soggetti che ha ricevuto offerte di lavoro da importanti organizzazioni ancor prima della laurea o sono stati occupati subito dopo aver conseguito il titolo di studio. Inoltre, allo scopo di disporre di elementi utili ad una più puntuale valutazione dei messaggi segnalati, è stato chiesto di fornire indicazioni in merito alla programmazione pubblicitaria dei messaggi oggetto di valutazione. In data 13 giugno 2000 è stata inviata una richiesta d’informazioni al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica con la quale si è chiesto di precisare se la European School of Economics goda di un qualche riconoscimento o accreditamento da parte di istituzioni statali, se può definirsi università privata, se i titoli da questa rilasciati possono considerarsi lauree e se abbiano valore legale in Italia o siano considerati equipollenti ai diplomi di laurea rilasciati da un’università statale o privata riconosciuta. E’ stato infine chiesto di chiarire il significato dell’affermazione contenuta in alcuni messaggi “valore legale conferito da Nottingham Trent University (UK) ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 115/92” ai fini del riconoscimento in Italia dei titoli rilasciati dalla European School of Economics. Con nota pervenuta in data 21 giugno 2000, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha precisato che la European School of Economics non gode di alcun riconoscimento nell’ordinamento universitario nazionale e non può definirsi università. Tale denominazione è infatti riservata per legge, ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del D.L. 1 ottobre 1973, n. 580, convertito con modificazioni nella legge 30 novembre 1973, n. 766, alle università statali ed a quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale. I titoli rilasciati dalla European School of Economics non possono definirsi lauree in quanto i titoli di studio universitari e le qualifiche accademiche sono soltanto quelli previsti per legge (articolo 1 della legge 13 marzo 1958, n. 262 e l’articolo 1 della legge 19 novembre 1990, n. 341) ed è fatto divieto del loro conferimento da parte di privati, enti ed istituti comunque denominati (articolo 2 della legge n. 262/58) e possono essere rilasciati solo dalle istituzioni di cui all’articolo 1 punti 1) e 2) del R.D. 31 dicembre 1933, n. 1592. Il riconoscimento in Italia di un titolo accademico conseguito all’estero, è disciplinato dall’articolo 332 del R.D. n. 1592/33 che stabilisce che siano le autorità accademiche delle università a deliberare caso per caso, tenuto conto degli esami speciali e generali sostenuti all’estero. Le autorità accademiche, pertanto, possono dichiarare che il titolo estero ha lo stesso valore a tutti gli effetti di quello corrispondente conferito dalle università italiane, oppure possono ammettere l’interessato a sostenere l’esame di laurea o diploma con dispensa totale o parziale degli esami di profitto prescritti dall’università per il corrispondente corso di studi. In merito all’affermazione “valore legale conferito da Nottingham Trent University (U.K.), ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 del Decreto Legislativo 115/92”, contenuta in alcuni messaggi, il Ministero ha precisato che il riferimento al Decreto Legislativo n. 115/92, di attuazione della direttiva 89/48/CEE è improprio, riguardando la direttiva un sistema generale di riconoscimento di diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni. La direttiva, e quindi il Decreto Legislativo citato, non riguardano pertanto il riconoscimento di titoli accademici, ma solo il riconoscimento della professione derivante dal titolo stesso. Il riconoscimento tra l’altro, non è automatico o generalizzato, dovendo l’interessato presentare domanda al Ministero competente per la professione per la quale si chiede il riconoscimento. Per la valutazione dei titoli e dell’eventuale attività professionale, il Ministero competente indice una conferenza di servizi alla quale partecipano i rappresentanti degli Ordini Professionali e degli altri Ministeri tra i quali il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica. Il riconoscimento viene deciso caso per caso, valutando anche la formazione e l’istituzione presso cui è stata svolta. In sede di conferenza di servizi, vengono presi in considerazione solo ed esclusivamente percorsi formativi effettuati in istituzioni ufficialmente riconosciute come università o istituti dello stesso livello di formazione. Poiché nessuno dei soggetti a cui è stata inviata il 13 giugno 2000 la comunicazione di avvio del procedimento ha dato riscontro alla richiesta d’informazioni, in data 6 luglio 2000 è stata chiesta la collaborazione del Nucleo Speciale Tutela Concorrenza e Mercato della Guardia di Finanza, al fine di acquisire le seguenti informazioni: indicazioni in merito alla società italiana titolare dei diritti di sfruttamento del marchio European School of Economics e delle relative metodologie didattiche; copia dell’atto di cessione dell’attività relativa all’utilizzo del marchio European School of Economics, dal quale si possa evincere la disciplina dei rapporti giuridici esistenti tra la ESE International Ltd e la società italiana licenziataria, l’oggetto e l’ambito territoriale della cessione, l’esistenza di eventuali limiti e forme di uso del marchio e di eventuali poteri di controllo della ESE International Ltd anche in merito alle iniziative pubblicitarie relative ai corsi tenuti presso le sedi italiane della European School of Economics; indicazioni in merito ai rapporti intercorrenti tra ISMAN Srl e le sedi dell’European School of Economics di Roma e Milano, specificando il ruolo svolto da ciascuna di esse nelle iniziative promozionali oggetto del procedimento; indicazioni in merito ai rapporti esistenti tra la ESE International Ltd e la Trent Nottingham University. Dai verbali delle operazioni compiute dal suddetto Nucleo in data 19 luglio 2000, è emerso che la European School of Economics, con atto notarile redatto il 7 febbraio 2000, ha modificato la propria denominazione sociale in Istituto Superiore di Management-Società Consortile a responsabilità limitata-ISMAN Srl Per quanto concerne lo sfruttamento in Italia del marchio “European School of Economics”, non esiste nessun tipo di rapporto o di contratto con l’ente britannico, in quanto fino alla data della trasformazione della denominazione, la dicitura “European School of Economics”, era parte integrante della denominazione stessa e di conseguenza era utilizzabile liberamente a prescindere dalla concessione di qualsiasi diritto di utilizzo. In merito alla metodologie didattiche, la ISMAN Srl non svolge nessuna attività di progettazione ed esecuzione dei corsi di studio in esame, limitandosi ad organizzare solamente l’apparato logistico per permettere ai corsi organizzati da ESE International Ltd di poter essere svolti. La società provvede anche all’acquisto di spazi pubblicitari per conto di ESE International Ltd che, dopo aver realizzato i messaggi pubblicitari, provvede ad inviarli in Italia alla ISMAN, la quale ne cura la pubblicazione negli spazi precedentemente acquistati. Le sedi ESE in Italia, risultano essere unità locali della ISMAN Srl, dislocate nelle città di Roma, Milano, Lucca, Bologna, Vicenza, Verbania, Genova, Napoli, Bari e Catania. Non esiste quindi alcun atto di cessione di attività tra la ESE International Ltd e la ISMAN Srl ed il rapporto tra di loro esistente non è redatto in forma scritta e riguarda la prestazione di servizi dietro corresponsione di un compenso sul fatturato. Con memoria pervenuta in data 22 agosto 2000, la ESE International Ltd ha fatto presente che sulla base dei principi espressi dalla Corte di Giustizia, una normativa o una disposizione amministrativa che limiti o vieti a soggetti di un paese membro della U.E. determinate forme di pubblicità o determinati mezzi di promozione, costituisce una misura potenzialmente atta a restringere il volume d’affari e l’effettivo esercizio dei diritti di libera circolazione espressi nel Trattato. Pertanto, il divieto espresso dall’articolo 10 del D.L. n. 580/73, convertito in legge n. 766/73, riservando l’uso della denominazione università solamente agli enti nazionali autorizzati dalla Pubblica Amministrazione italiana, costringe il corrispondente ente, di un altro paese membro della U.E., a servirsi di denominazioni sconosciute e meno apprezzate dal pubblico. Da ciò discende che tali atti sono da considerarsi discriminatori in ragione della cittadinanza. A ciò si aggiunga che la Corte di Giustizia ha precisato che l’importazione in uno Stato Membro di documenti pubblicitari e la loro pubblicazione, essendo destinata a consentire ai cittadini di tale Stato di conoscere un servizio promosso in un altro paese membro, rientra nell’ambito di applicazione dell’articolo 59 del Trattato. Una normativa nazionale che vieti, sia direttamente che indirettamente, questa attività solamente nei confronti di enti appartenenti ad altri paesi U.E., consentendola, invece, ai propri enti della medesima natura, costituisce un ostacolo alla prestazione dei servizi. La ESE International Ltd ha nazionalità inglese e nel Regno Unito esercita lecitamente e con il riconoscimento delle competenti autorità, la propria attività in qualità di college universitario della Nottingham Trent University. Da ciò consegue che essendo la società autorizzata nel Regno Unito all’esercizio dell’attività di insegnamento ed all’organizzazione di corsi di laurea, non è comprensibile che ad essa debba essere precluso o limitato il mercato italiano in base ad una normativa palesemente in contrasto con le libertà sancite dal Trattato U.E. Non sarebbe, pertanto, ingannevole una pubblicità di un college universitario inglese, promossa negli altri paesi della U.E., né l’utilizzo di parole quali “ateneo”, “università” “laurea”, in quanto trattasi di corsi di laurea tenuti presso un ateneo di un’università inglese. La carenza di autorizzazione da parte dell’Autorità Italiana non può essere invocata per privare un ente, di un altro Stato membro, dei suoi diritti di libera prestazioni dei servizi all’interno della U.E. Infine, la dicitura in calce ai messaggi pubblicitari: “valore legale conferito da Nottingham Trent University (U.K) ammesso al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 115/92”, non può considerarsi ingannevole narrando fatti esistenti, e potendo il titolo rilasciato dalla Nottingham Trent University essere legittimamente riconosciuto in Italia ai sensi del Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 115. Ad avviso della ESE International Ltd, il riconoscimento, oltre che doveroso, non potrebbe sottostare ad alcuna valutazione discrezionale della competente amministrazione nazionale, alla quale sarebbe data solamente la possibilità, nei casi tassativamente previsti dalla legge, di permettere al possessore del titolo di provare la propria conoscenza della materia. Tale normativa avrebbe quindi creato un nuovo istituto del tutto indipendente dall’equipollenza prevista dall’articolo 332 del R.D. n. 1592/33 che sarebbe inapplicabile alla fattispecie in esame. L’operatore pubblicitario ha quindi trasmesso in copia un accordo concluso tra la Nottingham Trent University e la ESE International Ltd in data 29 maggio 1998, il cui scopo è: “the validation of specified courses provided by The European School of Economics, (the College), validated by The Nottingham Trent University, (the University)”. L’accordo, che durerà fino al 31 agosto 2001 e sarà rinnovabile per volontà di entrambe le parti, prevede una iniziale visita istituzionale di controllo per permettere all’università di verificare l’adeguatezza dello standard qualitativo dei corsi tenuti dal college ed operare delle valutazioni riguardo al conferimento di valore ai corsi di studio. L’accordo prevede poi che l’università di Nottingham di volta in volta, conferisca valore e controlli i corsi del college. Detti controlli sono effettuati in conformità con i programmi della medesima università. Ai fini poi dell’attribuzione di valore ai corsi è istituita una commissione di cui l’università nomina i membri consultando il college. Il presidente della commissione è un membro dell’università. Fra gli impegni sottoscritti dall’università ci sono quelli di non interferire con la politica accademica o con la programmazione dello sviluppo dei corsi dell’ESE, di prestare assistenza nelle operazioni e nello sviluppo dei sistemi di assicurazione della qualità allo scopo di mettere in grado ESE di sviluppare la massima autonomia nello stabilimento e mantenimento dei livelli accademici di qualità, di conferire i titoli e fornire la relativa certificazione agli studenti. Come corrispettivo del servizio reso, ESE effettuerà un versamento a favore della Nottingham Trent University nella misura stabilita di comune accordo con gli amministratori dell’università. In data 15 settembre 2000, è stato chiesto al Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica di precisare il valore da attribuire in Italia al riconoscimento del titolo e alle autorizzazioni all’insegnamento ottenute dall’ESE nel Regno Unito e di chiarire se il riconoscimento di un titolo rilasciato da un istituzione di un paese membro dell’Unione Europea non soggiace ad alcuna valutazione discrezionale della competente amministrazione nazionale. Con nota pervenuta in data 4 ottobre 2000, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha fatto presente che l’accordo di tipo privatistico attraverso il quale la Trent University di Nottingham ha affidato lo svolgimento di corsi universitari alla ESE, istituzione non abilitata dalla normativa vigente in Italia all’organizzazione e gestione della formazione universitaria, non può avere alcuna efficacia giuridica nell’ordinamento universitario italiano. Solo nell’ambito di collaborazioni tra istituzioni universitarie riconosciute dai rispettivi paesi sono ipotizzabili corsi integrati di studio con titoli finali aventi uguale valore nei due paesi di rispettiva appartenenza delle università (articolo 17, comma 95, lettera c), della legge n. 127/97 ed articolo 3, comma 9, del D.M. 509/99). Il riconoscimento in Italia di un titolo accademico conseguito all’estero resta disciplinato dall’articolo 332 del R.D. 1592/33 che stabilisce che siano le autorità accademiche delle università a deliberare caso per caso, tenuto conto degli esami speciali e generali sostenuti all’estero. Solo in caso di esito positivo della procedura prevista dal citato articolo 332, l’interessato entra in possesso di un titolo accademico italiano utilizzabile per tutti i fini consentiti dalla legge, compreso il diritto di fregiarsi del titolo di dottore. In data 13 settembre 2000 é stato richiesto alla ESE International Ltd ed alla ISMAN Srl, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, del Decreto Legislativo n. 74/92, di provare l’esattezza materiale delle affermazioni relative alla vantata possibilità per gli studenti ESE di trovare facilmente un’occupazione, contenute in alcuni dei messaggi segnalati. Gli operatori pubblicitari, a cui il provvedimento di attribuzione dell’onere della prova risulta regolarmente comunicato il 15 e 19 settembre 2000, con memorie pervenute in data 3 ottobre 2000 hanno fatto presente quanto segue. La ESE International Ltd ha precisato che la formula accademica Nottingham Trent University-ESE prevede che tutti gli studenti frequentino il terzo anno all’estero e già dal primo anno siano impiegati in periodici stage di lavoro nelle più grandi imprese in Italia e nel mondo. Pertanto, proprio in virtù di tali stage espletati durante il corso di laurea, accade che buona parte degli studenti, venga assunta proprio nelle imprese dove hanno operato in qualità di stagisti. Per quanto concerne la prova di tali specifiche circostanze, in assenza del consenso degli studenti interessati, la società ha fatto presente di non poter comunicare i nominativi degli stessi e delle società presso cui lavorano. La società ha quindi trasmesso un prospetto statistico, compiuto su un campione di laureati negli anni 1998 e 1999 delle soli sedi di Roma e Lucca, nel quale accanto alle iniziali dei laureati ESE viene indicata l’attività svolta senza precisare le imprese presso le quali operano. Sulla riconoscibilità del titolo Nottingham Trent-ESE, la società ha ribadito che gli studenti ESE, al termine dei corsi di laurea, conseguono regolare diploma di laurea della Nottingham Trent University, avente pieno valore legale nel Regno Unito. Quanto alla riconoscibilità in Italia del diploma di istruzione superiore della Nottingham Trent University, il titolo in questione può essere legittimamente riconosciuto in Italia ai sensi del Decreto Legislativo 27 gennaio 1992, n. 115. I titoli di laurea conseguiti presso la Nottingham Trent University hanno, infatti, tutte le caratteristiche per rientrare nell’ambito di applicazione del suddetto Decreto, trattandosi di università inglese abilitata nello Stato di appartenenza a rilasciare il titolo di laurea BA (H) in Business, Politics and Communication ed a condurre corsi di studio full time di durata quadriennale. La ISMAN Srl ha fatto presente di non essere in possesso dei dati richiesti dall’Autorità, in quanto non svolge attività di progettazione ed esecuzione dei corsi di studio ESE, limitandosi solamente ad apprestare l’apparato logistico di supporto, per permettere l’esecuzione di corsi di studio realizzati da soggetti terzi. Premesso ciò la società ritiene che non sia qualificabile come operatore pubblicitario, ai sensi dell’articolo 2, lettera c), del Decreto Legislativo n. 74/92, in quanto le qualità di autore e di committente farebbero capo ad ESE Internationale Ltd, la quale, non le ha mai contestate. In data 9 ottobre 2000 è stato comunicato al segnalante, ai sensi e agli effetti dell’articolo 11, comma 2, del D.P.R. n. 627/96, l’esito dell’incombente istruttorio. Il segnalante, in data 17 ottobre 2000, ha fatto pervenire le proprie controdeduzioni con le quali ha osservato che è fuorviante il richiamo all’articolo 1 del Decreto Legislativo n. 115/92 per giustificare la riconoscibilità del titolo ESE in Italia. L’assunto ESE è peraltro smentito da una circolare del Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica del 29 marzo 1999, con la quale si informa che il Ministero degli Affari Esteri, con nota n. 442 del 30 aprile 1997 ha espresso il parere che “una convenzione di tipo privatistico per la quale un’università estera, sia pure statale, affidi lo svolgimento di corsi universitari ad un’istituzione privata italiana che non sia abilitata, in base alla normativa interna, alla organizzazione e gestione della formazione universitaria, non possa avere alcuna efficacia giuridica nel nostro ordinamento. Solo nell’ambito di collaborazioni “interuniversitarie” sono ipotizzabili corsi integrati di studio con titoli finali aventi valore nei due paesi di rispettiva appartenenza delle Università partners”. Nella circolare si raccomanda alle università di attenersi al suddetto parere ricordando inoltre che il riconoscimento di titoli conseguiti presso università estere è ammesso caso per caso e “semprechè trattasi di titoli conseguiti in Università o Istituti superiori esteri di maggior fama”. L’uso, infine, del termine università da parte di ESE sarebbe illegittimo, in quanto contrasterebbe con l’articolo 10 del D.L. n. 580/73 convertito con modificazioni nella legge n. 766/73 e del tutto insufficiente sarebbe l’indagine statistica prodotta dall’operatore pubblicitario per provare la veridicità dei messaggi pubblicitari riguardanti le offerte di lavoro a favore dei propri laureati.
5. Parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni
Poiché i messaggi oggetto del presente provvedimento sono stati diffusi attraverso stampa, in data 6 ottobre 2000 è stato richiesto il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai sensi dell’articolo 7, comma 5, del Decreto Legislativo n. 74/92. Nel parere, pervenuto in data 13 novembre 2000, la suddetta Autorità ha ritenuto che i messaggi pubblicitari in esame siano in contrasto con quanto disposto dagli artt. 1, 2, e 3, lettere a) e c), del Decreto Legislativo n. 74/92, in quanto la European School of Economics non gode di alcun riconoscimento nell’ordinamento universitario nazionale, per cui non può definirsi università ed i titoli da essa rilasciati non possono considerarsi lauree. Inoltre, ferma restando la disciplina del R.D. 31 agosto 1933, n. 1592, che prevede un riconoscimento caso per caso dei titoli accademici conseguiti all’estero, a norma dell’articolo 17, comma 95, lettera c), della legge 15 maggio 1997, n. 127 e dell’articolo 3, comma 9, del D.M. n. 509/99, solo nell’ambito di collaborazioni tra istituzioni universitarie riconosciute dai rispettivi paesi, sono ipotizzabili corsi integrati di studio con titoli finali aventi uguale valore nei paesi di rispettiva appartenenza delle università e pertanto nessuna rilevanza può attribuirsi al rapporto intercorrente tra European School of Economics e la Nottingham Trent University, né alla circostanza che quest’ultima sia un’istituzione universitaria riconosciuta nell’ordinamento giuridico della Gran Bretagna. Dalla lettura dei messaggi il destinatario può quindi ricavare il convincimento di poter conseguire titoli accademici validi secondo il nostro ordinamento, persuaso da numerosi argomenti quali, l’utilizzazione dei termini “università”, “corsi di laurea”, “laurea”, tra loro coordinati; la rappresentazione del trasferimento “da altra università” con possibilità di riconoscimento degli esami sostenuti e di crediti di studio, come di un rapporto paritario tra istituzioni di uguale rango, e la prospettata attualità ed efficacia del vantato “valore legale.[...] ammesso al riconoscimento”. Infine, l’operatore pubblicitario, non ha fornito prova sufficiente della veridicità delle affermazioni relative all’inserimento nel mondo del lavoro degli studenti ESE.
6. Valutazioni conclusive
Nel corso dell'istruttoria la società ESE International Ltd ha sostenuto di essere l’unico committente dei messaggi pubblicitari che vengono progettati e realizzati dalla ESE stessa che poi provvede ad inviarli alla ISMAN Srl per la loro pubblicazione. Tale affermazione, se da un lato consente di qualificare quale "operatore pubblicitario", ai sensi dell'articolo 2, lettera c), del Decreto Legislativo n. 74/92, la ESE International Ltd, dall'altro non permette di escludere l'imputabilità per la diffusione dei messaggi alla società ISMAN Srl Dalle risultanze istruttorie emergono elementi tali da fondare il convincimento che anche ISMAN Srl abbia partecipato all’iniziativa promozionale in esame. La società, infatti, attraverso le sue unità locali di Roma e di Milano, ha avuto un ruolo attivo nella diffusione dei messaggi, avendo provveduto ad acquistare gli spazi pubblicitari su “Il Corriere della Sera” e su “La Repubblica”. La società ISMAN Srl, pertanto, in quanto facente parte dell’organizzazione che fa capo ad ESE International Ltd, è stata compartecipe dell’organizzazione dell’iniziativa pubblicitaria e della pubblicazione dei messaggi, alla cui diffusione aveva un interesse immediato potendo trarne benefici. Infatti, nei messaggi venivano pubblicizzate anche le sedi in Italia della European School of Economics, di cui ISMAN Srl organizza l’apparato logistico dietro corresponsione di un compenso. Alla luce di quanto evidenziato, le società ISMAN Srl e ESE International Ltd devono quindi ritenersi ricomprese nella nozione di operatore pubblicitario, ai sensi dell’articolo 2, lettera c) del Decreto Legislativo n. 74/92. I messaggi lasciano intendere che la European School of Economics sia un’università privata e che al termine degli studi lo studente consegua una laurea avente valore legale in Italia. Al riguardo, il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ha precisato che la European School of Economics non gode di alcun riconoscimento nell’ordinamento universitario nazionale e non può definirsi università. Tale denominazione è infatti riservata per legge (articolo 10, comma 1, del D.L. 1 ottobre 1973, n. 580, convertito con modificazioni nella legge 30 novembre 1973, n. 766) alle università statali ed a quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale. I titoli rilasciati dalla European School of Economics non sono riconosciuti in Italia, non sono quindi equipollenti ai diplomi di laurea rilasciati da università statali o private riconosciute e non possono definirsi lauree. Infatti, i titoli di studio universitari e le qualifiche accademiche sono soltanto quelli previsti per legge ed è fatto divieto del loro conferimento da parte di privati, enti ed istituti comunque denominati (articolo 2 della legge n. 262/58) potendo essere rilasciati solo dalle istituzioni di cui all’articolo 1 punti 1) e 2) del R.D. 31 dicembre 1933, n. 1592. Va peraltro sottolineato che nel Regno Unito, come in Italia, solo le università riconosciute possono rilasciare titoli di laurea. Al riguardo, l’articolo 216 dell’Education Reform Act del 1988 prevede che il Ministro dell’Educazione pubblichi un elenco di organismi riconosciuti che possono rilasciare titoli aventi valore nel Regno Unito. Detto elenco, redatto con ordinanza n. 626/93, comprende la Nottingham Trent University ma non l’European School of Economics. Poiché, pertanto, l’ESE non è un’università riconosciuta nel suo paese di origine, non può rilasciare titoli di laurea nemmeno nel Regno Unito. Né vale a qualificare ESE come università il fatto che essa abbia concluso una convenzione con la Nottingham Trent University. Tale accordo di natura privatistica, pur consentendo alla ESE di offrire corsi che potranno poi essere validati dalla Nottingham Trent University, non le conferisce la possibilità di rilasciare autonomamente titoli di laurea come le università riconosciute. Inoltre, il riferimento al Decreto Legislativo n. 115/92, appare fuorviante in quanto tale Decreto, lungi dal sovvertire l’impianto normativo che caratterizza il rilascio dei titoli conclusivi dei corsi universitari, si limita a recepire la direttiva comunitaria n. 89/48/ CEE per ciò che attiene ad un ambito limitato, rappresentato dal riconoscimento in Italia di diplomi di istruzione superiore che sanzionano formazioni professionali di una durata minima di tre anni. La Direttiva 89/48/CEE e, quindi, il Decreto Legislativo citato non riguardano pertanto il riconoscimento di meri titoli accademici conseguiti all’estero che resta disciplinato dall’articolo 332 del R.D. n. 1592/33, ma piuttosto del percorso formativo e del conseguente titolo professionale acquisito all’estero, ai fini dell’esercizio di una professione in Italia. Il riconoscimento tra l’altro, non è automatico, ma viene deciso caso per caso, valutando anche la formazione e l’istituzione presso la quale è stata svolta. Si fa infine presente che oggetto del provvedimento adottato dall’Autorità deve ritenersi la presunta ingannevolezza dei messaggi ai sensi del Decreto Legislativo n. 74/92. All’Autorità è infatti demandato esclusivamente l’accertamento relativo all’eventuale contrasto della fattispecie segnalata con quanto disposto dal citato decreto in materia di pubblicità ingannevole, non potendo rilevare gli eventuali ulteriori profili di illiceità della fattispecie segnalata in relazione a normative di settore che pur possono presentare elementi di interferenza con quelli del Decreto Legislativo n. 74/92. (Vedi, in tal senso, TAR Lazio, I, 4 settembre 1998, S.I.R.C. Spa/ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato; Tar Lazio, I, 11 maggio 2000, RAI Radiotelevisione Italiana Spa/Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato). I messaggi, pertanto, contengono indicazioni che nel loro complesso possono indurre in errore i destinatari in quanto presentano come “università privata” un soggetto che non è un’università neppure nel suo paese di origine ed equivalente alla laurea italiana la conclusione positiva dei corsi quadriennali pubblicizzati. Per quanto attiene alla veridicità delle affermazioni riguardanti le ottime possibilità per gli studenti ESE di ottenere un inserimento del mondo del lavoro, a conclusione del corso di studi, contenute nei messaggi pubblicati sul “Corriere della Sera” del 17, 23 e 24 ottobre 1999 e sull’Inserto Lavoro dello stesso quotidiano del 26 maggio 2000, la società ESE International Ltd, a seguito di specifica richiesta avanzata dall’Autorità, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, del citato Decreto Legislativo n. 74/92, non ha dimostrato l’esattezza materiale dei dati di fatto contenuti nei citati messaggi. L’operatore pubblicitario ha infatti prodotto, entro il termine assegnato, solo un parziale elenco, nel quale, accanto alle iniziali degli studenti ESE sono annotate le attività che questi svolgerebbero presso imprese di cui non è stata indicata la ragione sociale. Tale elenco, in quanto non asseverato in alcun modo da elementi probatori che ne garantiscano l’effettiva rispondenza a realtà, non appare idoneo a dimostrare la veridicità del claim. Da ciò consegue che, ai sensi dell’articolo 7, comma 4, del Decreto Legislativo n. 74/92, le affermazioni relative alla vantata possibilità per gli studenti ESE di ottenere facilmente al termine del corso di studi un posto di lavoro, devono considerarsi inesatte. Tale inesattezza, anche in considerazione delle attuali oggettive difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro, riveste un’importanza determinante per i consumatori, potendone condizionare in modo significativo il processo di scelta.
RITENUTO, pertanto, in conformità al parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che i messaggi in esame, sono idonei ad indurre in errore i destinatari, con riferimento alle caratteristiche dei servizi offerti, ai risultati con essi conseguibili, nonché alle qualifiche dell’operatore pubblicitario, potendo per tali motivi pregiudicarne le scelte economiche;
RITENUTO, inoltre, che la particolare insidiosità dei messaggi pubblicitari, la loro reiterata diffusione in un arco di tempo relativamente lungo (da ottobre 1999 a maggio 2000), nonché la loro potenziale attitudine a continuare a produrre effetti anche dopo la loro cessazione-in considerazione della natura dei servizi pubblicizzati, che non consente una verifica rapida ed agevole delle loro caratteristiche e del target di riferimento (soggetti inesperti con scarsa conoscenza del diverso valore dei titoli conseguiti presso istituzioni straniere e le cui aspettative di trovare un lavoro al termine degli studi potrebbero essere disattese dalla realtà dei fatti)-rendano necessaria la pubblicazione di una dichiarazione rettificativa al fine di impedire che la pubblicità in questione continui a produrre effetti;
DELIBERA
che i messaggi pubblicitari descritti nel punto 2 del presente provvedimento, diffusi dalle società I.S.M.A.N. Srl e dalla ESE International Ltd costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una fattispecie di pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 1, 2, 3, lettere a) e c), del Decreto Legislativo n. 74/92, e ne vieta l’ulteriore diffusione.
DISPONE
a) che le società ESE International Ltd e la ISMAN Srl pubblichino, a loro cura e spese, una dichiarazione rettificativa, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, del Decreto Legislativo n. 74/92, secondo le seguenti modalità: 1) il testo della dichiarazione rettificativa è quello riportato in allegato al presente provvedimento; 2) la dichiarazione rettificativa dovrà essere pubblicata per una volta, entro trenta giorni dall'avvenuta comunicazione del presente provvedimento, sul quotidiano Il Corriere della Sera in uno spazio corrispondente a 20 moduli (mm 176x223); 3) la pubblicazione dovrà ricalcare in toto impostazione, struttura e aspetto della comunicazione rettificativa allegata; i caratteri del testo dovranno essere del massimo corpo tipografico compatibile con lo spazio indicato al punto 2 e le modalità di scrittura, di stampa e di diffusione non dovranno essere tali da vanificare gli effetti della pubblicazione; in particolare, nella pagina di pubblicazione della comunicazione rettificativa, così come nelle restanti pagine, non dovranno essere riportati messaggi che si pongano in contrasto o che, comunque, tendano ad attenuarne la portata e il significato;
b) che la pubblicazione della dichiarazione rettificativa dovrà essere preceduta dalla comunicazione all’Autorità della data in cui la stessa avrà luogo e dovrà essere seguita, entro tre giorni, dall'invio all'Autorità di una copia originale del giornale contenente la dichiarazione rettificativa pubblicata.
L’inottemperanza alla presente delibera è punita, ai sensi dell’articolo 7, comma 9, del Decreto Legislativo n. 74/92, con l’arresto fino a tre mesi e con l’ammenda fino a cinque milioni di lire.
Il presente provvedimento verrà comunicato ai soggetti interessati e pubblicato sul Bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.
Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell'articolo 7, comma 11, del Decreto Legislativo n. 74/92, entro sessanta giorni dalla data di comunicazione del provvedimento stesso.
IL SEGRETARIO GENERALE Rita Ciccone
IL PRESIDENTE Giuseppe Tesauro Allegato al provvedimento n. 9010 ( PI3020 ) E.S.E.
COMUNICAZIONI A TUTELA DEL CONSUMATORE
AUTORITA' GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO
****** Le società ESE International Ltd ed ISMAN S.r.l. hanno diffuso nove messaggi ritenuti dall’Autorità
PUBBLICITà IngannevolE,
relativi ai corsi tenuti dalla
European School of Economics. I messaggi affermano
che i titoli rilasciati sono ammessi al riconoscimento in Italia a norma dell’articolo 1 del D.Lgs. n. 115/92 e che al termine degli studi gli studenti ESE ottengono un immediato inserimento nel mondo del lavoro.
In realtà
I titoli rilasciati non sono ammessi al riconoscimento in Italia ai sensi del D.Lgs. n. 115/92.
Infine, l’operatore pubblicitario non ha dimostrato quanto affermato nei messaggi, con riguardo alla possibilità per gli studenti ESE di ottenere facilmente al termine degli studi un’occupazione. L'Autorità ha disposto la pubblicazione della presente dichiarazione rettificativa. (Provvedimento adottato nell'adunanza del 14 dicembre 2000, ai sensi del d. lgs. 74/92)
I messaggi sono apparsi sul “Corriere della Sera” nei mesi di ottobre, novembre, dicembre 1999, marzo e maggio 2000, nonché su “La Repubblica” del 30 novembre 1999.
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