ISFOA LAUREE TAROCCHE CONDANNATA PER PUBBLICITA INGANNEVOLE SANZIONE EURO 33.000

Provvedimento PI4943 - WWW.UNISFOA.IT ________________________________________ tipo Chiusura istruttoria
numero 15815
data 08.08.2006 PUBBLICAZIONE Bollettino n. 31-32/2006
Procedimento collegato (esito) - Ingannevole Testo Provvedimento PI4943 - WWW.UNISFOA.IT Provvedimento n. 15815 L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO NELLA SUA ADUNANZA dell’8 agosto 2006; SENTITO il Relatore Consigliere Antonio Catricalà; VISTO il Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del consumo”; VISTO il Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pubblicità ingannevole e comparativa, di cui al D.P.R. 11 luglio 2003, n. 284; VISTI gli atti del procedimento; CONSIDERATO quanto segue: I. RICHIESTE DI INTERVENTO 1. Con richieste di intervento pervenute nelle date 13 maggio 2005 (integrata con l’identificazione del committente il 30 maggio e l’11 agosto 2005), 20 maggio 2005 (integrata con l’identificazione del messaggio pubblicitario il 6 giugno 2005 e con l’identificazione del committente il 23 giugno 2005), 4 luglio 2005 (integrata con l’identificazione del committente il 18 luglio e l’11 agosto 2005), 5 luglio 2005 (integrata con l’identificazione del committente l’11 settembre 2005), 1° settembre 2005 (integrata con l’identificazione del committente il 20 settembre 2005) e 26 settembre 2005 (integrata con l’identificazione del committente il 18 novembre 2005), un concorrente ha segnalato la presunta ingannevolezza, ai sensi del Decreto Legislativo n. 74/92, ora Titolo III, capo II, del Decreto Legislativo n. 206/05, dei seguenti messaggi tutti volti a pubblicizzare ISFOA - Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale (di seguito ISFOA): a) l’home page del sito internet www.isfoa.it, rilevata il 9 maggio 2005; b) l’home page del sito internet www.unisfoa.it, rilevata il 27 maggio 2005 e l’8 giugno 2005; c) la sezione “News” del sito internet www.animi.org, rilevata il 27 giugno 2005, contenente il “Comunicato stampa - ISFOA” volto a promuovere un “Campus Universitario ISFOA”; d) la sezione dedicata alla “Presentazione ISFOA” del sito internet www.lineatarget.it, rilevata il 30 giugno 2005; e) l’home page del sito internet www.entemoraleisfoa.com, rilevata il 19 e il 21 luglio 2005; f) il sito internet www.fondazioneisfoa.org, rilevato il 19 e il 30 settembre 2005. 2. Nelle richieste di intervento, si evidenzia che i messaggi segnalati sarebbero idonei ad ingenerare nei consumatori il convincimento che ISFOA sia una Università riconosciuta in Italia, autorizzata a rilasciare titoli aventi valore legale nell’ordinamento nazionale e che, comunque, gli stessi messaggi attribuirebbero all’operatore qualifiche non corrispondenti al vero, mentre, in realtà, detto organismo non risulta autorizzato all’uso della denominazione di “Università”, né al conferimento di titoli accademici, neppure secondo i diversi sistemi universitari stranieri citati nei messaggi. 3. Il medesimo segnalante, con note del 3 aprile e del 12 giugno 2006, ha fatto presente che i contenuti che caratterizzano i messaggi già oggetto di valutazione nel presente procedimento sono rinvenibili anche sul sito internet www.unisfoa.ch, rilevato nelle date 24 marzo e 17 maggio 2006. II. MESSAGGI 4. I messaggi segnalati presentano, nel complesso, un contenuto identico, che si descrive di seguito: i) i siti internet www.isfoa.it, www.unisfoa.it e www.entemoraleisfoa.com constano unicamente della home page nella quale ISFOA è presentata come “LIBERO E PRIVATO ISTITUTO UNIVERSITARIO DI DIRITTO INTERNAZIONALE COSTITUITO E GESTITO DA ASSOCONSULENZA ASSOCIAZIONE ITALIANA CONSULENTI DI INVESTIMENTO”. Di seguito, si specifica che ISFOA è una “Persona Giuridica legalmente Autorizzata e Riconosciuta con Certificato di Incorporazione n. 040674673/04 del Segretario di Stato del Delaware, con Comunicazione Ufficiale del 21/10/04 del Dipartimento Educazione Divisione della Cultura e degli Studi Universitari Repubblica e Cantone Ticino, con Decreto n. 221/05 del Tribunale Amministrativo della Repubblica di San Marino” e, sotto la dicitura “Persona Giuridica di Diritto Internazionale”, viene citata la Legge 18 giugno 1949, n. 385. Segue un elenco di voci che non risultano linkabili così intitolate: “quadro normativo, saluto del decano, programma didattico, durata dei corsi, riconoscimenti e attestazioni […]”. Di seguito, nel messaggio si legge che “ISFOA è una istituzione di cultura universitaria e di studi superiori di diritto internazionale e quindi non italiana, costituita sotto forma di Ente Morale, legittimata, con approvazione del proprio Statuto e conseguente Riconoscimento Giuridico, dal Tribunale Amministrativo della Repubblica di San Marino, dal Dipartimento Educazione Divisione della Cultura e degli Studi Universitari Repubblica e Cantone Ticino e dal Segretario di Stato del Delaware, ad organizzare ed erogare attività di alta formazione, ricerca accademica ed insegnamento specialistico, rilasciando le relative attestazioni corrispondenti”. Segue, infine, l’indicazione di quattro sedi ubicate a New York, in Svizzera, nella Repubblica di San Marino e nella Repubblica di Nauru. Inoltre, nell’home page del sito www.unisfoa.it si definisce l’operatore quale “LIBERA E PRIVATA UNIVERSITA’ DI DIRITTO INTERNAZIONALE”. Nell’home page del sito www.entemoraleisfoa.com si definisce l’operatore quale “LIBERA E PRIVATA UNIVERSITA’ DI DIRITTO INTERNAZIONALE”. ii) la sezione “News” del sito internet www.animi.org contiene il “Comunicato stampa - ISFOA” volto a promuovere un “Campus Universitario ISFOA”: si legge, infatti, che “è stato siglato un accordo tra il Residence I Giardini di Atena e la Libera Università di Diritto Internazionale Isfoa, finalizzato alla creazione di un campus universitario per l’Alta Formazione Professionale”; iii) nella sezione dedicata alla “Presentazione ISFOA” del sito internet www.lineatarget.it si legge che “Target Business School, grazie alla professionalità dei propri Docenti e all’elevato standard delle metodologie didattiche, nell’anno 2004 è divenuta centro di Preparazione Accademica per i programmi formativi di ISFOA – Istituto Superiore di Finanza e Organizzazione Aziendale”. ISFOA viene presentato come ”un Libero e Privato Istituto Universitario di Diritto Internazionale – Persona Giuridica di Diritto Internazionale, Legge 18 giugno 1949, n. 385” e si rinvia al sito dell’operatore: “vedasi www.isfoa.it/quadro_normativo.htm”. Nel messaggio si legge, inoltre, che Target Business School “quale Centro di Preparazione Accademica e Direzione Didattica per l’Italia di ISFOA, fornisce a ISFOA, ed ai relativi Discenti, la propria opera di supporto Tutoriale, i propri servizi formativi e di e-learning, ovvero le proprie metodologie didattiche in genere. TBS opera in modo autonomo quale centro di preparazione per ISFOA e non è sede distaccata, succursale o filiale di ISFOA. Le Onorificenze, i Diplomi ed i Titoli Universitari Privati sono quindi rilasciati unicamente da ISFOA in base alle norme esposte al link www.isfoa.it/quadro_normativo.htm”. Nella pagina dedicata alla “cronistoria giuridica di ISFOA”, preceduta dall’avvertenza che si tratta di un “testo integralmente tratto dal sito di ISFOA http.www.isfoa.it/cronistoria.htm”, si legge che “ASSOCONSULENZA COSTITUISCE E GESTISCE ISFOA” con “lo scopo accademico di diffondere i principi dell’Open University, programma di matrice anglosassone nel quale, come dice la stessa definizione, si abbattono i muri e le frontiere che circondano una struttura di tipo tradizionale. […] ISFOA nasce per compare queste evidenti e devastanti lacune presenti nel sistema accademico tradizionale […]”. Con riguardo, infine, alla presentazione del “Metodo Didattico”, nel messaggio si legge che “Oltre alla Divisione Accademica per il conferimento dei Titoli Dottorali Honoris Causa, ISFOA regge la Divisione di Formazione Universitaria a Distanza. […]”. iv) il sito internet www.fondazioneisfoa.org presenta la fondazione ISFOA come “LIBERA E PRIVATA UNIVERSITA’ INTERNAZIONALE”, aggiungendo la dicitura “ISFOA INTERNATIONAL FREE UNIVERSITY”; fa riferimento al riconoscimento giuridico consistente nel “Certificato di Registrazione n. 193 data 08/09/2005 del Tribunale di Tirana”. Si aggiunge che ISFOA “prevede la possibilità di conferire ad un selezionato, esclusivo e ristretto numero di candidati la cui idoneità è basata sul proprio percorso professionale, un titolo accademico honoris causa” e, a tal proposito, si citano gli organismi di prestigio cui apparterebbero individui che hanno conseguito tale titolo, e cioè “Camera dei Deputati, Senato della Repubblica, Consolati, Dicasteri economici”, nonché le categorie professionali quali “Professionisti, Imprenditori, Dirigenti, Quadri, Funzionari, Giornalisti, Amministratori”. In particolare, nella versione del medesimo sito rilevata il 30 settembre 2005 si aggiunge l’elenco delle sedi di ISFOA ubicate nel mondo (Europa, Stati Uniti, Area Australe, Area Eurasia, Area Balcanica) e si enumerano i riconoscimenti vantati da ISFOA come soggetto di diritto nello Stato del Delaware; nella Repubblica e Canton Ticino; nella Repubblica di San Marino; nello Stato del Belize; e, infine, la costituzione di ISFOA “Libera e Privata Università di Diritto Internazionale”, quale “associazione senza scopo di lucro” ai sensi del Codice Civile Svizzero e delle Leggi del Cantone dei Grigioni. III. COMUNICAZIONI ALLE PARTI 5. In data 17 agosto 2005 è stato avviato nei confronti di ISFOA e ASSOCONSULENZA, in qualità di operatori pubblicitari, un procedimento ai sensi dell’articolo 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 74/92, ora sostituito dall’articolo 26, comma 3, del Decreto Legislativo n. 206/05, precisando che nel corso di tale procedimento sarebbe stata valutata l’eventuale ingannevolezza dei messaggi diffusi attraverso i siti internet www.unisfoa.it e www.animi.org, ai sensi degli artt. 1, 2 e 3 del Decreto n. 74/92, ora sostituiti dagli articoli 19, 20 e 21 del Decreto n. 206/05, con riguardo alle caratteristiche dell’attività svolta da ISFOA e alle qualifiche degli operatori. A seguito di successiva richiesta di intervento da parte del medesimo concorrente, con riguardo al messaggio diffuso attraverso il sito internet www.isfoa.it, il suddetto procedimento è stato integrato, in data 22 settembre 2005, nei confronti di ISFOA e di ASSOCONSULENZA, in quanto la prima risulta essere l’operatore che offre i servizi oggetto di promozione e la seconda il committente del messaggio stesso. A seguito di un’ulteriore richiesta di intervento del medesimo concorrente, con riguardo al messaggio diffuso attraverso il sito internet www.entemoraleisfoa.com, in data 27 settembre 2005, il procedimento è stato integrato anche nei confronti della società New Networks S.r.l. (di seguito New Networks), in quanto nel corso del procedimento, e precisamente dai rilievi del Comando Nucleo Speciale Tutela Mercati della Guardia di Finanza - Gruppo Antitrust, Lavori Pubblici ed Energia (di seguito Guardia di Finanza) resi noti il 20 settembre 2005, è emerso che tale società risulta titolare del suddetto domain name. In data 5 ottobre 2005 un’altra richiesta di intervento del medesimo segnalante ha determinato l’estensione del procedimento al messaggio diffuso attraverso il sito internet www.lineatarget.it dalla società Target Business School S.a.s., in quanto titolare del suddetto domain name. In seguito, alla luce delle ulteriori informazioni fornite dalla Guardia di Finanza il 24 ottobre ed il 23 novembre 2005, secondo cui il sito www.entemoraleisfoa.com è stato registrato dalla società New Networks su incarico del rappresentante in Italia della società Harvard Business Services, Inc. (di seguito HBS), avente sede nello Stato del Delaware, il procedimento è stato integrato, in data 28 dicembre 2005, nei confronti di tale società americana, nonché del suo rappresentante italiano, Stefano Masullo, già rappresentante legale della società New Networks. Infine, a seguito della richiesta di intervento del medesimo segnalante, sempre in data 28 dicembre 2005, il procedimento è stato integrato, in relazione al sito internet www.fondazioneisfoa.org, anche nei confronti della società Opus Consulting S.p.A. (di seguito Opus Consulting), in quanto nel corso del procedimento, dai rilievi della Guardia di Finanza resi noti il 18 novembre 2005, è emerso che tale società ha registrato il suddetto domain name. IV. RISULTANZE ISTRUTTORIE a) Informazioni richieste 6. Contestualmente alla comunicazione di avvio del procedimento, nonché alle comunicazioni di integrazione del procedimento stesso, è stato richiesto a ISFOA, ad Assoconsulenza, a Networks S.r.l., a Target Business School S.a.s., ad Harvard Business Services Inc., ad Opus Consulting S.p.A. e a Stefano Masullo, in qualità di presunti cooperatori pubblicitari, ai sensi dell’articolo 5, comma 2, lettera a), del D.P.R. n. 284/03, di fornire informazioni e relativa documentazione (anche a diffusione interna) riguardanti: i rapporti intercorrenti tra Assoconsulenza, Harvard Business Services Inc., Opus Consulting S.p.A., Target Business School S.a.s. e New Networks S.r.l., nonché i rapporti intercorrenti tra ciascuna delle parti e ISFOA, in merito all’attività di formazione svolta da quest’ultimo; il ruolo svolto da ciascuno nella diffusione dei messaggi segnalati; la tipologia dei corsi offerti e la natura dei titoli ad oggi rilasciati da ISFOA e/o da Assoconsulenza; l’esistenza di un qualche riconoscimento in Italia che legittimi l’impiego della denominazione “Università” da parte di ISFOA. Inoltre, al fine di disporre di elementi utili ad una più puntuale valutazione dei messaggi segnalati, è stato richiesto agli operatori pubblicitari di fornire informazioni in merito alla diffusione dei messaggi in questione, precisandone le date, i canali di diffusione e i costi dell’investimento pubblicitario. b) Principali argomentazioni svolte da ciascuna parte 7. ISFOA Con un’unica nota pervenuta in data 27 febbraio 2006, ISFOA, dalla sede di Lugano in Svizzera, ha inviato “per opportuna conoscenza e ad integrazione della documentazione legale già in possesso dalla quale si evinceva chiaramente ed incontrovertibilmente la legittimità dell’uso della denominazione università e della relativa attività di formazione che il Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino ha rilasciato ulteriore autorizzazione all’utilizzo della denominazione ISFOA libera e privata università internazionale ai sensi dell’articolo 14 della Legge Cantonale sull’Università della Svizzera Italiana e sulla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana e sugli Istituti di Ricerca entrate in vigore il 10 gennaio 2006”. ISFOA allega, quindi, copia della citata delibera del Consiglio di Stato ticinese dalla quale si evince che “la denominazione ISFOA libera e privata università internazionale non è tale da generare confusione con le università svizzere accreditate e quindi ottempera ai criteri dell’articolo 14 cpv. 2 e cpv. 3 della Legge sull’Università della Svizzera Italiana, della Scuola universitaria della Svizzera italiana e degli Istituti di ricerca.[…]”, e nella quale si precisa, altresì, che “ […] la presente risoluzione non rappresenta un’autorizzazione all’attività di formazione universitaria e al rilascio di titoli accademici e non sostituisce l’accreditamento nel sistema universitario svizzero, di competenza della Conferenza Universitaria Svizzera”. 8. Assoconsulenza Con note del 25 agosto, 30 settembre e 17 ottobre 2005, nonché del 19 gennaio 2006, Assoconsulenza ha sostenuto, in sintesi, quanto segue. Assoconsulenza e ISFOA sono due entità giuridiche separate e non collegate, essendo tra le stesse intercorsi “esclusivamente rapporti di reciproca conoscenza, volti a favorire solamente, ed a titolo esclusivamente amichevole e gratuito, la promozione delle rispettive attività nel precipuo settore di appartenenza e nelle diverse aree geografiche di competenza”. Tale supporto vicendevole si è affievolito sempre più, fino ad esaurirsi del tutto. Secondo Assoconsulenza, “tali affermazioni sarebbero incontrovertibilmente confutate dal fatto che i siti www.isfoa.it e www.unisfoa.it non esistono più da almeno quattro mesi [e cioè dal mese di giugno 2005 n. d.r.]”. Ciò premesso, Assoconsulenza, tuttavia, nella memoria del 30 settembre 2005, segnala che “in data 8 marzo 2005, con atto registrato n. 2644 vol. 2005, il Tribunale Amministrativo della Repubblica di San Marino ha decretato il Riconoscimento Giuridico di ISFOA – Istituto Superiore di Finanza e di Organizzazione Aziendale Libera e Privata Università di Diritto Internazionale, legittimando quindi la denominazione ed il relativo uso di Libera e Privata Università di Diritto Internazionale”. La parte aggiunge che, “in data 8 settembre 2005, con atto registrato al repertorio n. 193 del Tribunale di Tirana è stata riconosciuta la Personalità Giuridica di ISFOA – Libera e Privata Università Internazionale, legittimando quindi ancora una volta la denominazione e l’utilizzo di Libera e Privata Università Internazionale, oltre ad autorizzare la conseguente attività di insegnamento e di conferimento di titoli accademici”. Assoconsulenza allega, quindi, un decreto del Giudice amministrativo di 1° grado della Repubblica di San Marino, dal quale emerge che l’Associazione ISFOA, con sede sociale a Domagnano, nella Repubblica di San Marino, ha ricevuto il “riconoscimento giuridico ai sensi e per gli effetti della Legge 13/6/90 n. 68 e della Legge 18/12/2003 n. 165, a condizione che l’Associazione osservi le leggi della Repubblica e le disposizioni dei Trattati Internazionali”. Nel decreto si precisa, altresì, che “L’Associazione, apartitica e senza finalità di lucro, ha per scopo […] la progettazione e la realizzazione di corsi di formazione professionale a livello universitario e postuniversitario […]. Nella successiva memoria del 17 ottobre 2005, Assoconsulenza, pur continuando a negare l’esistenza di rapporti con ISFOA, difende nuovamente la posizione di quest’ultima ribadendo che “i siti www.isfoa.it e www.unisfoa.it non esistono più da almeno quattro mesi” e citando, oltre agli atti registrati presso il Tribunale della Repubblica di San Marino e presso il Tribunale di Tirana in Albania sopra menzionati, anche altri atti asseritamene di natura autorizzatoria. Più precisamente, Assoconsulenza afferma che: “in data 2/6/2005 con atto pubblico registrato al repertorio 4406/2005 l’International Business Company Act della Repubblica del Belize ha decretato il Riconoscimento Giuridico di ISFOA International Free University, legittimando la denominazione e l’utilizzo di International Free University, oltre che ad autorizzare la conseguente attività di insegnamento e di conferimento di titoli accademici; in data 23/7/2005 ISFOA - Istituto Superiore di Finanza e di Organizzazione Aziendale sotto forma giuridica di associazione senza scopo di lucro è stata costituita con scrittura privata e senza obbligo di iscrizione nel Registro delle Imprese, ai sensi degli articoli 60 e seguenti del Codice Civile Svizzero, vedendo così ancora una volta legittimata la denominazione e l’utilizzo di Libera e Privata Università di Diritto Internazionale, oltre che l’attività di insegnamento e di conferimento di titoli accademici, in conformità e nel pieno rispetto degli articoli 20 e 287 della Costituzione Federale Svizzera, che sanciscono, rispettivamente, il diritto alla libertà di insegnamento e della ricerca scientifica e della libera attività economica ed alle Leggi del Cantone dei Grigioni dove ha la sua sede nella città di Roveredo”. Assoconsulenza produce, quindi, un “Certificate of Incorporation” in cui l’addetto all’Ufficio delle registrazioni delle società internazionali attesta che “Isfoa International Free University Ltd. No.44,060 is incorporated in Belize City, Belize as an International Business Company this 2nd day of June, two thousand five”; nonché il verbale dell’assemblea costituente dell’associazione ISFOA tenutasi nel Cantone dei Grigioni il 23 luglio 2005 al fine di costituire una “nuova associazione di diritto svizzero che si fissa come obiettivo quello di collaborare con le strutture ISFOA esistenti e quelle in futuro fondate nel mondo intero […]”. Infine, nella memoria del 19 gennaio 2006, Assoconsulenza prospetta le medesime argomentazioni già esposte, ma con riguardo ai siti internet www.entemoraleisfoa.com e www.fondazioneisfoa.org. In tale occasione, tuttavia, Assoconsulenza precisa che la prestazione di contenuti didattici e di docenti cui si era impegnata a favore di ISFOA, pur essendo prevista, “non si è però mai effettivamente attuata in quanto l’attività di ISFOA al di là della propria costituzione formale non è mai decollata, riprova di quanto affermato risiede nel fatto che digitando in rete gli indirizzi dei sopraccitati siti internet [www.isfoa.it,www.unisfoa.it,www.entemoraleisfoa.com e www.fondazioneisfoa.org] risulta impossibile la loro consultazione in quanto non più attivi e rimossi. Alla luce di quanto esposto e dalla relativa documentazione si evince chiaramente ed inconfutabilmente che ogni e qualsiasi messaggio diffuso risulta di diretta responsabilità della struttura ISFOA”. Inoltre, Assoconsulenza cita gli atti di diversa provenienza (Repubblica San Marino, Belize, Albania e Canton dei Grigioni in Svizzera) già prodotti in precedenza, ai quali atti aggiunge il Certificato di Incorporazione n. 040674673/04 rilasciato dal Segretario di Stato del Delaware in data 20 settembre 2004, contenente l’atto di costituzione di ISFOA, con sede legale a New York, di cui allega una copia. Infine, Assoconsulenza produce una lettera indirizzata alla sede di ISFOA sita in Australia con la quale, in data 25 ottobre 2001, l’associazione stessa dà riscontro dell’avvenuta stipula dell’accordo in base al quale Assoconsulenza “si impegna a realizzare tramite un proprio e selezionato corpo docente i contenuti informativi utilizzati nel perseguimento dei propri obiettivi accademici da ISFOA”, precisando che i due soggetti “sono e rimarranno due entità giuridiche separate il cui unico collegamento è da ricondursi alla stipula del presente accordo”. In virtù di detto accordo, Assoconsulenza si è impegnata “per mere ragioni di comodità operativa ed organizzativa, a registrare gli eventuali domini internet relativi ad ISFOA”. 9. New Networks S.r.l. In base alle dichiarazioni rilasciate dalla società New Networks alla Guardia di Finanza nei verbali pervenuti nelle date 20 settembre, 24 ottobre e 23 novembre 2005, relativi alle operazioni compiute al fine di identificare il committente del messaggio pubblicitario diffuso attraverso il sito internet www.entemoraleisfoa.com, detta società svolge funzioni di provider per la registrazione di domini in nome e per conto della propria clientela. In particolare, la registrazione del dominio suddetto è stata richiesta dal Signor Stefano Masullo di Milano, il quale ha agito in nome e per conto della società americana Harvard Business Service Inc., e che la New Network poteva contattare via fax al numero 02.89013617, che risulta assegnato all’utente Opus Consulting S.p.A., con sede a Milano, via della Posta 8. Il dominio, tuttavia, risultava, all’epoca, a nome della New Networks che, di fatto, non lo gestiva unicamente in ragione del fatto che era in itinere il perfezionamento di alcuni accordi commerciali con il Signor Masullo. Ciò premesso, New Networks “ad ogni buon conto” esibisce alla Guardia di Finanza il “Certificate of Incorporation of ISFOA” che risulta rilasciato il 17 settembre 2004 nello Stato del Delaware a firma di Richard H. Bell in qualità di presidente e segretario della Harvard Business Service Inc.. 10. Opus Consulting S.p.A. Con nota del 12 gennaio 2006 detta società ha fatto presente di essersi limitata, in data 4 luglio 2005, a chiedere formalmente al provider la registrazione del dominio internet www.fondazioneisfoa.org per conto di ISFOA, con sede nella Repubblica di San Marino, cui, invece, va attribuita la diretta e totale responsabilità in ordine ai contenuti del messaggio pubblicitario. La Opus Consulting afferma di essere una società di consulenza che ha contribuito, con altri, alla costituzione, nel 1996, dell’associazione di categoria Assoconsulenza. Infine, la società segnala che il sito internet www.fondazioneisfoa.org non risulta più attivo dal 9 novembre 2005. 11. Harvard Business Service Inc. Dal verbale della Guardia di Finanza, pervenuto in data 23 novembre 2005, relativo alle operazioni condotte al fine di identificare il committente del messaggio pubblicitario diffuso attraverso il sito internet www.entemoraleisfoa.com, emerge che il Signor Stefano Masullo ha registrato detto dominio internet su incarico della società di diritto americano Harvard Business Service Inc. e produce copia del “Certificate of Incorporation of ISFOA”, che risulta rilasciato il 17 settembre 2004 nello Stato del Delaware a firma di Richard H. Bell, in qualità di presidente e segretario della Harvard Business Service Inc.. 12. Target Business School S.a.s. La Target Business School, con memoria del 26 ottobre 2005, fa presente quanto segue. La società svolge attività di studio, elaborazione e preparazione di supporti didattici con la finalità di predisporre i materiali utili ai progetti scientifici per la costruzione di corsi e master. In tale contesto, essa “ha intrattenuto ed intrattiene con ISFOA questo tipo di rapporto, nell’ambito del quale quest’ultima ha commissionato la progettazione e la elaborazione di progetti e corsi di formazione per i quali la società genovese [la Target Business School n. d.r.] fornisce i materiali e gli strumenti didattici. Da mesi e mesi la T.B.S. subisce molestie telematiche mediante una erronea e probabilmente voluta confusione tra ISFOA e T.B.S. che le vorrebbe presentare quasi come un soggetto indistinto”. Il compito della Target Business School consiste nella fornitura dei necessari materiali e supporti didattici che, dietro espressa richiesta e compenso, vengono commissionati da ISFOA. La parte aggiunge che “il sito web della T.B.S., www.lineatarget.it, allocato presso i server dell’Internet Service Provider New Networks S.r.l. che ne concede lo spazio web in hosting, si limita a spiegare quali sono i clienti della società, credenziali queste che non hanno scopo promozionale a vantaggio di terzi, bensì hanno la funzione di rappresentare con quali soggetti la stessa collabora. […]. Non è mai stata concordata o commissionata una campagna pubblicitaria a T.B.S. che non si può certamente qualificare come operatore pubblicitario della ISFOA, né tantomeno di ASSOCONSULENZA, i quali organizzano corsi di formazione, privi di qualsivoglia valenza equipollente ad un diploma di laurea conferito dalle Università dello Stato. […] T.B.S. non ha mai promosso in alcun modo l’attività di ISFOA o di ASSOCONSULENZA, ma si è limitata a descrivere e spiegare ai terzi quali fossero i propri contatti e i propri clienti mediante il sito web www.lineatarget.it. Occorre inoltre precisare che mai e poi mai T.B.S. ha pubblicato messaggi o informazioni che indicassero ISFOA e ASSOCONSULENZA come soggetti capaci di conferire titoli accademici equivalenti a quelli universitari, anzi si affrettava a precisare come gli stessi non avessero riconoscimento in Italia, non essendo assurti a rango di laurea”. Infine, la Target Business School conclude che il target del proprio sito è costituito da soggetti cui fornire supporti didattici e strutture che organizzano percorsi formativi, e non già gli studenti. T.B.S., in definitiva, non ritiene di poter essere qualificata come operatore pubblicitario in quanto “è lapalissiano come le informazioni relative ad ISFOA e ad ASSOCONSULENZA apparse sul sito web della società www.lineatarget.it non siano state commissionate da T.B.S., non siano state elaborate da T.B.S., ma riportino, viceversa, i contenuti del sito delle altre società, trascrivendo la presentazione di ciascuna, né vieppiù la si può ritenere proprietaria del mezzo, quello telematico, appartenente a New Networks, ISP [Internet Service Provider]. La parte, infine, ha inteso sottolineare come da diversi mesi sia vittima di una campagna diffamatoria condotta anche dallo stesso segnalante, il quale, peraltro, in qualità di rappresentante di una struttura di formazione sita a Lugano, aveva in precedenza intrattenuto rapporti d’affari con la stessa TBS, poi interrottisi in malo modo. 13. Stefano Masullo Oltre a quanto dichiarato alla Guardia di Finanza in occasione della redazione del verbale relativo alla Harvard Business Service Inc., sopra menzionato, Stefano Masullo, con nota del 12 gennaio 2006, ha innanzitutto negato di ricoprire il ruolo di rappresentante in Italia della menzionata società americana avente sede nel Delaware, sebbene tale incarico emerga, di fatto, dalle dichiarazione rese alla Guardia di Finanza dalla società New Network il 24 ottobre 2005 e dallo stesso Masullo il 23 novembre 2005. Masullo precisa, altresì, di svolgere come attività professionale quella di consulente aziendale, avvalendosi “abitualmente di corrispondenti specializzati, ubicati nelle principali piazze finanziarie internazionali, di conseguenza la società Harvard Business Service Inc. risulta essere uno di quei soggetti a cui in passato è stato fatto riferimento; in particolare, nel caso di specie, la società Harvard Business Service Inc. ha provveduto ad incorporare nello Stato del Delaware la struttura denominata ISFOA così come richiestomi dal relativo committente. Alla luce di quanto esposto si evince chiaramente che il sottoscritto non può essere in alcun modo considerato il rappresentante in Italia della società Harvard Business Service Inc. in quanto non ne sussistono i presupposti giuridici”. Sul punto, Masullo allega un documento epistolare datato 15 dicembre 2004 indirizzata ad un soggetto di cui non si precisa né ruolo né funzione, con la quale lo stesso Masullo comunica l’incorporazione della “società denominata ISFOA” nello stato del Delaware “attraverso l’ausilio della società corrispondente Harvard Business Service Inc.”. Nella medesima lettera, Masullo conferma il suo impegno, nel corso dell’anno 2005, “a far registrare tramite internet provider specializzato l’indirizzo telematico al fine della realizzazione del relativo sito”. Infine, Masullo segnala che la consultazione dei siti internet www.isfoa.it, www.unisfoa.it, www.entemoraleisfoa.com e www.fondazioneisfoa.org risulta impossibile in quanto gli stessi “ risultano non più attivi e rimossi” ed allega, in proposito, copia delle pagine internet - scaricate il 10 gennaio 2006 - da cui emerge l’impossibilità di visualizzare i suddetti siti. c) Informazioni acquisite presso il Ministero dell’Università e della Ricerca 14. Con nota pervenuta in data 5 settembre 2005, il Ministero dell’Università e della Ricerca ha precisato che ISFOA non gode di alcun riconoscimento nell’ordinamento universitario nazionale, neppure in qualità di filiazione in Italia di università straniera. Essa, pertanto, non può definirsi università e non è abilitata al rilascio di titoli aventi valore legale, in quanto in Italia le denominazioni di “Università, Ateneo e Politecnico” possono essere usate soltanto dalle istituzioni universitarie statali e non statali riconosciute. Inoltre, l’articolo 1 della legge n. 262/658 e l’articolo 1 della legge n. 341/90 stabiliscono che i titoli di studio universitari e le qualifiche accademiche sono soltanto quelli previsti dalla legge e possono essere conferiti, con le modalità e nei casi indicati dalla legge stessa, esclusivamente dalle istituzioni universitarie statali e non statali autorizzati a rilasciare titoli aventi valore legale. In data 22 e 26 giugno 2006 è stata comunicata alle parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’articolo 12, comma 1, del D.P.R. 11 luglio 2003, n. 284, facendo, peraltro, presente che, dalle evidenze di cui si dispone, è emerso che un messaggio dai contenuti analoghi a quelli rinvenuti nei messaggi oggetto del procedimento risulta diffuso da ISFOA anche nelle date 24 marzo e 17 maggio 2006 sul sito internet www.unisfoa.ch. In data 28 giugno 2006, ASSOCONSULENZA, Stefano Masullo e Opus Consulting hanno nuovamente affermato la propria totale estraneità rispetto alla elaborazione dei messaggi pubblicitari, nonché rispetto all’attività di ISFOA, allegando la medesima documentazione già prodotta nel corso del procedimento. ISFOA, in pari data, ha fatto nuovamente presente di essere autorizzata all’uso e alla denominazione di “Libera e Privata Università Internazionale” secondo la Legge sull’Università della Svizzera Italiana e, di conseguenza, di aver diffuso attraverso il sito www.unisfoa.ch, un messaggio pubblicitario “reale e veritiero”, come dimostrerebbe la allegata Delibera n. 706 del 14 febbraio 2006 rilasciata dal Consiglio di Stato della Repubblica e Cantone Ticino. In data 5 luglio 2006 la Target Business School ha ribadito quanto già in precedenza argomentato in sua difesa, sottolineando di non aver avuto alcun ruolo attivo nella elaborazione del messaggio, essendosi limitata ad ottenere da ISFOA “l’autorizzazione a prelevare dei contenuti dal suo sito, per inserirli tra le referenze del sito www.lineatarget.it” e a trascrivere il sito di ISFOA sul proprio “al solo fine di illustrare al potenziale cliente il profilo del cliente- tipo”. V. PARERE DELL’AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI 15. Poiché i messaggi oggetto del presente provvedimento sono stati diffusi a mezzo internet, in data 7 luglio 2006 è stato richiesto, ai sensi dell’articolo 26, comma 5, del Decreto Legislativo n. 206/05, il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. Con parere pervenuto in data 4 agosto 2006, la suddetta Autorità ha ritenuto che i messaggi in esame costituiscono una fattispecie di pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 19, 20 e 21 del Decreto Legislativo n. 206/05. In sintesi, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha rilevato che ISFOA, nel presentare un’offerta formativa di livello universitario, si definisce “Libero e privato Istituto Universitario di diritto internazionale” utilizzando anche la denominazione “Libera Università di Diritto Internazionale ISFOA”. L’utilizzo di tali terminologie è in contrasto con quanto disposto dall’articolo 10 della legge n. 766/73, che prevede che le denominazioni di “Università”, “Ateneo” e “Politecnico” possono essere utilizzate soltanto dalle istituzioni universitarie riconosciute, statali e non statali. Oltre all’uso illecito delle predette espressioni, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha osservato che le affermazioni “Divisione di formazione universitaria a distanza” o “conseguimento del titolo dottorale” suscitano nel destinatario l’erroneo convincimento che ISFOA sia una vera e propria Università degli studi, autorizzata ad operare secondo la normativa vigente, laddove in realtà tale soggetto non rilascia titoli aventi valore legale nel territorio italiano e l’offerta formativa effettivamente svolta consiste soltanto nella realizzazione di corsi che potranno dar luogo a titoli validi eventualmente ai fini del riconoscimento di una qualifica professionale. Infine, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha ritenuto che gli accenni allo stato giuridico dell’associazione ISFOA, che garantirebbe il conseguimento dei titoli pubblicizzati, lungi dal chiarire la qualifica dell’operatore pubblicitario e le caratteristiche della sua prestazione, accrescono incertezza e confusione sui predetti elementi. VI. VALUTAZIONI CONCLUSIVE 16. In via preliminare, si osserva che le risultanze istruttorie hanno evidenziato la sostanziale estraneità di New Networks S.r.l. e di Opus Consulting S.p.A. rispetto alle iniziative pubblicitarie oggetto di contestazione: a tali soggetti, pertanto, non va riconosciuta, nel caso di specie, la qualifica di operatori pubblicitari. Al contrario, le altre parti del procedimento vanno considerate operatori pubblicitari ai sensi dell’articolo 20 lettera d) del Decreto Legislativo n. 206/05 per le seguenti ragioni: ISFOA risulta essere l’autore dei contenuti di tutti i messaggi esaminati, nonché il soggetto nel cui interesse i messaggi stessi sono stati concepiti e diffusi e, dunque, l’operatore direttamente interessato a promuovere l’offerta dei propri servizi sul territorio italiano. ASSOCONSULENZA risulta essere il committente formale dei messaggi diffusi attraverso i siti internet www.isfoa.it e www.unisfoa.it di cui ha chiesto la registrazione presso la Registration Authority Italiana, e soprattutto, come emerge dal contenuto dei messaggi stessi ed, in particolare, del sito www.isfoa.it, nonché della sezione di esso riprodotta e visualizzabile sul sito www.lineatarget.it, risulta essere l’ente che ha costituito e gestisce ISFOA e, di conseguenza, l’operatore che si avvantaggia della diffusione dei messaggi volti a promuovere i servizi offerti da ISFOA. Per analoghe ragioni, anche Target Business School, intestatario del sito www.lineatarget.it, va considerata operatore pubblicitario, in quanto detta impresa, fornendo supporto didattico e logistico allo svolgimento dell’attività di ISFOA, si avvantaggia delle iniziative pubblicitarie riguardanti dette attività ed ha, infatti, un interesse diretto nell’iniziativa volta ad accreditare non solo i servizi erogati da ISFOA, ma anche i propri servizi ed a promuoverne, quindi, la domanda attraverso la pubblicità. Allo stesso modo, infine, Harvard Business School, l’operatore americano per conto del quale Masullo ha proceduto alla registrazione del sito internet www.entemoraleisfoa.com, risultando dalla documentazione agli atti quale società che ha incorporato ISFOA nello Stato del Delaware, nutre un interesse diretto nel procedimento di produzione e di diffusione della pubblicità relativa a ISFOA stessa. Peraltro, la pretesa estraneità di ASSOCONSULENZA, di Target Business School e di Harvard Business School rispetto alle iniziative pubblicitarie esaminate, argomentata da dette parti sulla base dell’inesistenza di rapporti contrattuali con ISFOA di condivisione delle attività svolte e di cointeressenza nelle stesse, non è condivisibile, dal momento che le evidenze agli atti hanno dimostrato che tali soggetti, oltre ad avere un interesse concreto alla realizzazione delle iniziative pubblicitarie in questione, sono parte attiva nella diffusione dei messaggi. 17. Ciò premesso, venendo alla valutazione dei messaggi, si rileva che gli stessi, per la sostanziale somiglianza dei contenuti in ordine agli aspetti di interesse in questa sede, saranno oggetto di trattazione unitaria. I messaggi pubblicitari esaminati lasciano intendere che ISFOA sia un istituto di natura universitaria presente in più Paesi nel mondo, iscrivendosi presso il quale è possibile conseguire, come si legge specificatamente nei siti internet www.lineatarget.it e www.fondazioneisfoa.org, titoli di studio definititi “Titoli Dottorali Honoris Causa”. Pur facendo riferimento alla natura di ISFOA quale “Persona Giuridica di Diritto Internazionale e, quindi, non italiana” (precisando, peraltro nel solo messaggio diffuso sul sito www.fondazioneisfoa.it, di essere una “istituzione di cultura universitaria e di studi superiori di diritto Albanese”), in conformità al parere espresso dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, si ritiene che i messaggi, tuttavia, non appaiono idonei a veicolare ai consumatori un’informazione precisa, chiara e completa circa le reali qualifiche dell’operatore e, quindi, il tipo di attività dallo stesso svolta, atteso che l’avvertenza in questione non vale a mettere in evidenza le condizioni limitative di operatività dell’operatore e dei titoli presso lo stesso conseguibili. 18. Con riguardo ai riconoscimenti conseguiti da ISFOA nei vari ordinamenti stranieri citati nei messaggi, si osserva che tali precisazioni appaiono inidonee a mitigare la portata della vantata qualifica di “Università”, soprattutto in considerazione del fatto che i siti internet in questione, peraltro tutti in lingua italiana, sono suscettibili, alla luce delle peculiarità del mezzo di diffusione di raggiungere un vasto pubblico di utenti di nazionalità italiana, vale a dire di potenziali fruitori dei servizi pubblicizzati che sono soliti attribuire alla parola “università” ed alla terminologia collegata un valore ben preciso. Come sottolineato nella sentenza del TAR LAZIO n. 14655/2004, infatti, “il termine università possiede cioè una forza evocativa sua propria che non viene attenuata da una specificazione quale quella costituita dall’aggettivo privata, essendo verosimile ipotizzare che il destinatario del messaggio si soffermi sul sostantivo e sul suo significato (istituto di istruzione che rilascia lauree) senza ulteriormente domandarsi se l’attributo voglia sottintendere una realtà diversa”. Dalla nota del Ministero dell’Università e della Ricerca del 5 settembre 2005, emerge che l’operatore pubblicitario non gode nell’ordinamento nazionale di alcun riconoscimento tale da attribuire allo stesso la qualifica di “università” ai sensi dell’articolo 10, comma 1, del D.L. n. 580 del 1° ottobre 1973, convertito in legge n. 766 del 30 novembre 1973, non avendo neppure richiesto il riconoscimento in qualità di filiazione ai sensi dell’articolo 2 della legge n. 4/99. Né, pertanto, esso è in grado di rilasciare titoli di studio aventi valore legale a norma delle disposizioni di legge vigenti in Italia (articolo 1 della legge n. 262/58 e articolo 1 della legge n. 341/90). 19. A prescindere dal problema della personalità giuridica internazionale di ISFOA, ai fini della presente valutazione, basti considerare l’impatto che i messaggi pubblicitari possono avere sui destinatari italiani tale da indurre questi ultimi ad attribuire all’operatore pubblicitario una qualifica che, in realtà, lo stesso non possiede. Anzi, la ricchezza di riferimenti alla provenienza, anche apparentemente autorevole, di riconoscimenti ottenuti nel Delaware, nel Belize, nella Repubblica di San Marino, nel Canton Ticino e in Albania possono sortire l’effetto di confondere i consumatori circa la natura di ISFOA. 20. In conclusione, e in conformità al parere espresso dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’utilizzo del termine “università”, collocato in contesti pubblicitari nel complesso privi di avvertenze più precise circa il reale valore dei riconoscimenti vantati, risulta sostanzialmente idonea ad ingenerare nei destinatari italiani dei messaggi quantomeno l’aspettativa che l’operatore pubblicitario sia un soggetto accreditato e, quindi, assimilabile, agli occhi del consumatore, ad una vera e propria Università. In definitiva, i messaggi risultano idonei a trarre in inganno i consumatori circa le reali qualifiche dell’operatore pubblicitario, nonché le caratteristiche della sua attività. VII. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE 21. Ai sensi dell’articolo 26, comma 7, del Decreto Legislativo n. 206/05, con la decisione che accoglie il ricorso, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 1.000 a 100.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. Nel caso dei messaggi pubblicitari ingannevoli di cui agli artt. 24 e 25, la sanzione non può essere inferiore a 25.000 euro. 22. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’articolo 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’articolo 26, comma 12, del Decreto Legislativo n. 206/05: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa. 23. In particolare, con riguardo alla gravità della violazione, si tiene conto della capacità di penetrazione dei messaggi stessi che, essendo stati diffusi attraverso numerosi siti internet, sono suscettibili di aver raggiunto potenzialmente un ampio numero di consumatori. Si deve valutare, altresì, la circostanza che si tratta di una infrazione di lunga durata, posto che, dalle evidenze agli atti, emerge che i messaggi esaminati, complessivamente considerati, sono stati diffusi dal mese di maggio fino al mese di settembre 2005; mentre il messaggio presente sul sito internet www.unisfoa.ch è stato diffuso almeno dal mese di marzo al mese di maggio 2006. Pertanto, tenuto conto della gravità e durata, si ritiene di irrogare ad ISFOA la sanzione pecuniaria nella misura di 23.100 € (ventitremilacento euro), ad ASSOCONSULENZA la sanzione pecuniaria nella misura di 23.100 € (ventitremilacento euro) e ad Harvard Business Service Inc. la sanzione pecuniaria nella misura di 23.100 € (ventitremilacento euro). Si ritiene di irrogare, altresì, alla società Target Business School S.r.l. la sanzione pecuniaria nella misura di 9.100 € (novemilacento euro). Considerato, altresì, che sussiste nel caso di specie la circostanza aggravante della recidiva in quanto ISFOA risulta essere destinatario di un altro provvedimento di ingannevolezza in violazione del Decreto Legislativo n. 74/92, ora sostituito dal Titolo III, Capo II, del Decreto Legislativo n. 206/05, si ritiene di irrogare ad ISFOA la sanzione pecuniaria nella misura di 33.100 € (trentatremilacento euro). RITENUTO pertanto, in conformità al parere espresso dall'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, che i messaggi volti a promuovere ISFOA, diffusi attraverso i siti internet www.isfoa.it, www.unisfoa.it, www.animi.org, www.entemoraleisfoa.com, www.fodazioneisfoa.org, www.lineatarget.it e www.unisfoa.ch sono idonei ad indurre in errore i consumatori con riferimento alla qualifica dell’operatore pubblicitario, nonché alle caratteristiche dell’attività dallo stesso svolta, con conseguente pregiudizio per il loro comportamento economico;
DELIBERA
a) che i messaggi pubblicitari descritti al punto II del presente provvedimento, diffusi da ISFOA, Assoconsulenza, Target Business School S.r.l. e Harvard Business Service Inc., costituiscono, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una fattispecie di pubblicità ingannevole ai sensi degli artt. 19, 20 e 21, lettere a) e c), del Decreto Legislativo n. 206/05, e ne vieta l’ulteriore diffusione; b) che ad ISFOA sia irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 33.100 € (trentatremilacento euro), ad Assoconsulenza e Harvard Business Service Inc. sia irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 23.100 € (ventitremilacento euro) e a Target Business School S.r.l. sia irrogata una sanzione amministrativa pecuniaria di 9.100 € (novemilacento euro).
Le sanzioni amministrative di cui alla precedente lettera b) devono essere pagate entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, con versamento diretto al concessionario del servizio della riscossione oppure mediante delega alla banca o alle Poste Italiane, presentando il modello allegato al presente provvedimento, così come previsto dal Decreto Legislativo 9 luglio 1997, n. 237. Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo. Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato. Ai sensi dell'articolo 26, comma 10, del Decreto Legislativo n. 206/2005, in caso di inottemperanza alla presente delibera l'Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 50.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l'Autorità può disporre la sospensione dell'attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni. Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell'articolo 26, comma 12, del Decreto Legislativo n. 206/05, entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.
IL VICE SEGRETARIO GENERALE Alberto Nahmijas IL PRESIDENTE Antonio Catricalà
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