Re: motorizzare un aliante

Marco B ha scritto:
Ciao, mi sto apprestando a motorizzare un aliante, che non ho ancora
> acquistato, ma mi è sembrato che le ali vengano montate con un angolo di
> calettamento negativo, cioè puntano un po' in basso.
parli di calettamento (cioe' di incidenza, diedro longitudinale), ma credo
tu ti riferisca al diedro alare. Correggimi se sbaglio.
Penso che in un aliante
possa essere possibile, visto che deve avere un moto relativo in discesa
EEEHH?? Chiarire prego.
ma
> in questo caso si tratta di un aliante acrobatico, ho visto male?
sicuro di saperlo portare, un aliante acrobatico?
Io l'unico aliante con diedro negativo che ho avuto era il piccolo jet2000
da 2 metri, ed il diedro negativo ce l'aveva perchè le guaine delle
baionette le avevo montate nel pomeriggio dopo il pranzo di natale, ed ero
un po' "assente", ed ho cappellato alla grande (PS volava comunque!).
Senz'altro hai visto male, forse si tratta di freccia negativa e non
diedro negativo. Il nome del modello?
--
Simone
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§imone
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Il 17 Mar 2005, 15:59, snipped-for-privacy@supereva.it (=?ISO-8859-1?Q?=A7imone?=) ha scritto:
Il nome del modello?
Si tratta del ripmax Stargazer, non ho trovato niente circa questa modello su siti italiani, e nessun italiano che lo conosce, a parte il negoziante. Il calettamento è l'angolo tra la corda del profilo alare e l'asse longitudinale del velivolo, è una specie di incidenza, mamisurato rispetto all'asse della fusoliera, in pratica il buco nella fusoliera da dove esce l'ala punta un po' in basso.
Un aliante, non avendo motore, è costretto ad avere un moto in discesa, rispetto alla massa d'aria in cui si trova. Poi questa massa magari sale, perchè si tratta di una termica o c'è un bel pendio, portando su anche il modello. Una volta che si fa una discesa un po' più ripida poi si acquista un ' energia sufficiente anche ad effettuare salite o manovre varie.
Ripensandoci però un calettamento nagativo non ha molto senso neanche in un aliante, perchè la fusoliera starebbe orizzontale anche se l'aereo è in discesa, e sulle superfici di coda arriverebbe l'aria con un certo angolo, sarebbero meno efficienti.
Boh! Bella cosa l'aerodinemica!!
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Marco B
Marco B ha scritto:
.
Non è che consideri come riferimento l' intradosso dell' ala? Intendo la parte del ventre dell' ala che appoggia sulla fuso. Come riferimento per l' incidenza devi prendere la linea che va dal bordo d' uscita al centro del naso, che per un biconvesso asimmetrico,come potrebbe essere quello di un veleggiatore acrobatico, è una linea che passa all' interno del profilo, non sul fondo. Per capirci, prendi un profilo piano convesso, tipo Clark Y, il ventre è piatto ma solo nella parte posteriore, davanti curva in alto leggermente, poi il naso è rotondo, quindi la linea di riferimento è inclinata verso l' alto in avanti e se appoggi il profilo su un piano orizzontale, avrai un profilo che viaggia con incidenza positiva pur essento allineato con l' orizzonte. ciao Danilo
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danilo_
In un velivolo, qualunque esso sia, non è molto utile calettare l'ala con angoli negativi. Normalmente per profili simmetrici si dà un calettamento positivo, perchè a incidenza zero il profilo simmetrico ha un Cp=0 (coff. di portanza). Diverso è il discorso per i profili asimmetrici, qui si dà un calettamento leggermente positivo o nullo perchè hanno un Cp positivo anche ad incidenza nulla. Profili fortemente asimmetrici hanno un Cp sufficientemente positivo anche ad incidenze leggermente negative quindi, a rigore, un profilo del genere potrebbe essere calettato anche un po' negativo ma, normalmente non si fa... la tendenza è sempre quella di avere l'asse della fusoliera allineato con la Voo per minimizzare la resistenza. C'è anche da considerare lo svergolamento dell'ala, grazie al quale si fa in modo che l'incidenza alla radice dell'ala sia superiore che alle estremità (questo migliora le caratteristiche di stallo), per cui è doppiamente raro che si veda un ala calettata negativamente alla fusoliera (i profili alla radice intendo). Però... mai dire mai... l'inventiva umana non ha limiti ;-)
Ciao
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SiO2
Marco B ha scritto:
si, ho visto la foto sul web. E' un piccolo veleggiatore vagamente acrobatico.
ok ti riferivi all'incicdenza. Piu' che misurare l'incidenza rispetto l'asse della fusoliera dovresti pero' guardare l'indcidenza relativa tra ala e stabilizzatore, che si chiama appunto diedro longitudinale. Un certo diedro longitudinale è necessario per ragioni di stabilità, quanto dipende dalle caratteristiche dei profili. Come giustamente diceva Danilo, attenzione: devi considerare la congiungente del bordo d'entrata e del bordo di uscita del profilo, non la superficie inferiore del profilo, anche se è un piano convesso. La cosa è piuttosto complessa: tieni conto che profili che generano portanza anche calettati (geomatricamente) ad incidenze leggermente negative: sono profili che hanno un angolo di portanza nulla negativo, la stragrande maggioranza degli asimmetrici.
mi sembra un ragionamento inutile e fuorviante. Un aliante vola esattamente come un aereo a motore, punto. Non è vero che in qualsiasi fase di volo inesorabilmente la portanza non riesce ad eguagliare la forza peso: pensa ad un aliante acrobatico che dopo avere fatto quota, fa una picchiata guadagnando velocità, per eseguire acrobazia.
P.S. se è il tuo primo modello, forse dovresti pensare a trovarti un campo di volo.
ciao
-- Simone
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§imone
no, credo che si riferisse proprio al calettamento cioè all'angolo tra la corda del profilo alla radice e l'asse longitudinale della fusoliera. L'incideza è l'angolo tra la corda del profilo e la Voo (V infinito). Anche se si sta diffondendo la nomenclatura inglese, che definisce l'angolo di incidenza come "angle of attack" che viene poi tradotto "angolo di attacco", la definizione italiana è quella sopra....
Non voglio passare per "precisino", è solo che preferisco si utilizzino i termini italiani, visto che ci sono....
Regards... ehm... volevo dire.... saluti ;-)
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SiO2

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