vedo che nessuno di voi e' capace di x&kgheww+!

Ho scritto un messaggio chiedendo se qualcuno mi sappia dare consigli per
lavorare la vetroresina. Possibile che nessuno lo sappia fare?
Vorrei riprodurre in vetroresina le mie barche RC.
C'e' qualcuno esperto di tale lavorazione che mi indichi:
1) che qualita' e/o tipo di resina usare
2) che tipo di distaccante usare (si puo' usare su una forma in legno?)
3) che spessore per un modello di circa 1 mt
4) che finitura eseguire dopo la carteggiatura (stucco, fondo, vernice)
5) posso unire scafo e coperta in due momenti successivi? Se si, come eseguo
la giunzione?
Vi ringrazio molto.
Alberto
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almian
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doccino
L'ultima volta che ho risp. ad una domanda sulle resine, un tipo (quello che usa 10 Dremel perchè non ha voglia di cambiare l'utensile ogni volta...) a momenti sveniva per l'emozione. ;-)=)))) Per risp. alla tua domanda:
Per gli scafi va bene anche la poliestere ma sanz'altro la epossidica è migliore
Ci sono distaccanti appositi da usarsi abbinati (alcool polivinilico e distaccante tipo cera).
Non si parla di spessori ma di strati o pelli. Ho fatto uno scafo con 3 strati da 165 gr. mtq. ed è molto leggereo e sufficientemente robusto.
Puoi "gelcottare" lo stampo prima della lamivazione, in modo da avere già una buona superfice. Io preferisco stucco, fondo e olio di gomito:viene più leggero e senza pericolo di difetti nascosti dal gel coat.
Yes, si può. Bisogna irruvidire bene con carta vetrata le parti da incollare, poi si può incollare con resina caricata con microsfere e microfibre, oppure coi tenacissimi fiocchi di cotone.
Contento?
Babau, peppe.
PS: spero che a "mister 10 Dremel" non gli prenda di nuovo il coccolone. ;-)=))))
almian ha scritto:
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peppe46
"almian" ha scritto nel messaggio news:BC5D462A.4C7% snipped-for-privacy@tiscali.it...
Tanto per cominciare hai già fatto lo stampo? Immagino di no, quindi non puoi sperare che su un news group ti si spieghi passo passo come fare, che prodotti usare, pro e contro delle varie soluzioni e materiali. Per capirci, puoi fare stampi in vetroresina, o in resina per colata o in gesso. Ci sono pro e contro per ogni tecnica e trucchi e materiali specifici. Poi bisogna capire quanto vuoi spendere, che tipo di risultati vuoi ottenere ecc. ecc. Fare uno stampo può essere molto costoso, quindi se intendi fare un modellino in vtr per te, puoi optare per la soluzione dello stampo positivo a perdere per esempio. Per le resine ce ne sono fondamentalmente di tre tipi: Epossidiche, poliestere, vinilestere.
-La poliestere è la + economica, ha un certo grado di ritiro, che però si impara a dominare con l'esperienza. Non dà grossi problemi di catalizzazione, cioè non è troppo sensibile a temperatura e precisione della mescola resina/catalizzatore. Se usi i gelcoat hanno il vantaggio di dare una ottima finitura (a patto che lo stampo sia fatto bene) e si trovano in moltissimi colori. Puzza molto, quindi in casa è assolutamente inutilizzabile. Non è adatta per stratifiche molto sottili.
-La resina epossidica è la migliore in quanto a caratteristiche meccaniche, che però non sono indispensabili in una barca. I gelcoat epossidici sono limitati come colore, difficili da lucidare e la conseguente finitura non è un granchè, almeno che non vernici il pezzo finito. La resina epossidica non puzza, ma è la + costosa (indicativamente circa 15/20 euro al kg). E' estremamente sensibile alla temperatura in fase di catalizzazione e deve essere mescolata con precisione al suo catalizzatore. In oltre nella maggiorparte delle marche, le caratteristiche meccaniche dichiarate le raggiungi solo se sottoponi il pezzo a cottura. Questa resina, avendo un ritiro praticamente pari a zero si presta particolarmente per le laminazioni di spessore ridottissimo e per le parti in piano che non devono deformarsi.
-La resina vinilestere è una via di mezzo tra epossidica e poliestere in quanto a caratteristiche meccaniche. E' pienamente compatibile con la poliestere e con i suoi gelcoat, con i conseguenti vantaggi, ma puzza come la poliestere, con i conseguenti svantaggi. In quanto a costi è ancora una volta una via di mezzo tra epossidica e poliestere, ma è + difficile da trovare in commercio. Personalmente è la mia preferita.
Distaccanti ce ne sono di diverso tipo. Quello + comune è l'alcool polivinilico che è in sostanza una vernice che crea una pellicola. E' adatto sia per le epossidiche che per le poliestere/vinilestere. Le cere distaccanti possono essere liquide o in pasta. Quella in pasta + comune e di buona qualità è la Mirror Glaze, e ne vendono di due tipi: una normale e una per alte temperature. Le cere rispetto all'alcool polivinilico danno risultati di finitura superiori, che però dipendono sempre dalla qualità dello stampo. Se usi cere epossidiche con trattamento di cottura, non tutte le cere sono adatte alle alte temperature, quindi l'uso di una cera inadatta causa il non distacco del pezzo dallo stampo (drammatico!!!!). Nella scelta della cera, oltre al tipo di resina, bisogna considerare il materiale dello stampo. Se fai uno stampo in gesso, l'alcool polivinilico non è adattissimo. Infine ci sono le cere-non-cere, come la Zywax o il Freekote. Sono i distaccanti migliori in assoluto in termini di finitura del pezzo e di numero di stanpaggi consecutivi. Generalmente prevedono un trattamento dello stampo con tre liquidi specifici: un pulitore, un turapori e il distaccante vero e proprio. Sono estremamente costosi. Un bidoncino da 3 litri costa circa 200/300 euro.
Si parla di strati, o pelli, non di spessori. I tessuti si misurano in grammi/metroquadro. Ne esistono di tantissimi tipi e grammature a seconda delle necessità. Le grammature vanno generalmente da 30g/mq fino a 600g/mq per i tessuti semplici. Poi ci sono i tessuti accoppiati che arrivano a grammature maggiori, ma non servono nel modellismo. In quanto alla trama, generalmente trovi la trama plain (tessuto incrociato a 90gradi) o la trama twille (tessuto incrociato a 90 gradi, ma sfasato). Ci sono anche tessuti incrociati a 45 gradi e a 60 gradi. Generalmente per il modellismo si usa il tessuto twille in quanto è + lavorabile nelle parti curve. Per la scelta della grammatura dipende dalle dimensioni del modello e dalla resistenza strutturale richiesta nei punti nevralgici. Nel tuo caso puoi usare un tessuto da 250-300g/mq.
Dipende: se usi il gelcoat e lo stampo è lucidato a specchio, non servono ne stucchi, ne fondi, ne vernici. Altrimenti puoi usare il fondo poliestere da carrozziere, tirato a lucido con carte abrasive che partono dal 400 per finire col 1000/1200 e poi vernici.
Hai previsto delle battute di giunzione? Se si è + facile, altrimenti o devi farle posticce (con legno o poliuretano espanso) o devi agganciare i pezzi dall'interno resinandoli (molto complesso per chi è alle prime armi). Comunque bisogna sempre carteggiare bene le superfici da unire con carta molto grossa (40-60)poi puoi unire con varie soluzioni a seconda della resina usata per lo scafo. Resina stessa addensata con aerosil, gelcoat addensato con aerosil, silicone, colla epossidica....
Come vedi l'argomento è vastissimo e ho tralasciato un migliaio di cose. In oltre i trucchi del mestiere li impari solo col tempo, spendendo soldi, sperimentando, buttando via stampi ecc. :o))) Ciao Tiziano
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Tiziano Dimastrogiovanni

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